Reflusso gastroesofageo: le cause, i sintomi e i rimedi

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) comporta un reflusso che espone la mucosa dell’esofago all’azione lesiva dell’acido e degli enzimi contenuti nel succo gastrico. Le cause possono essere diverse, ma anche i rimedi. Scopriamoli

Cosa si intende per reflusso gastroesaofageo? In poche parole, si tratta della risalita del contenuto acido nell'esofago, il canale lungo 25-30 cm che collega la bocca con lo stomaco. Quando magiamo, l'esofago, aiutato da una serie di movimenti ritmici, riesce a far progredire il cibo deglutito verso il basso. Il passaggio del bolo alimentare nello stomaco è regolato dallo sfintere esofageo inferiore, una speciale valvola muscolare che si apre per consentire il transito del cibo. Proprio questo sfintere richiudendosi impedisce la risalita verso l'alto dei succhi acidi presenti nello stomaco.

Cause

Il reflusso gastroesofageo, invece, si verifica quando lo sfintere si rilascia nel momento non opportuno consentendo il passaggio verso l'alto del contenuto gastrico. A causa della sua acidità, tale materiale va ad irritare la mucosa esofagea scatenando i sintomi tipici del disturbo. La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), di conseguenza, comporta un reflusso che espone la mucosa dell’esofago all’azione lesiva dell’acido e degli enzimi contenuti nel succo gastrico. Le cause possono essere diverse:

  • il rilasciamento della valvola, posta tra esofago e stomaco, chiamata Sfintere Esofageo Inferiore

  • cattive abitudini di vita;

  • alcuni farmaci;

  • situazioni patologiche, come un’ernia iatale.

Un’altra causa è rappresentata dal rallentamento dello svuotamento gastrico (passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino), dovuto a pasti troppo abbondanti oppure ad alimenti particolari (ad esempio cibi grassi e cioccolato).

Sintomi

Due sono i principali sintomi, pirosi e rigurgito. La pirosi è un bruciore che sale dallo stomaco o dalla parte bassa del torace fino alla gola. Solitamente si presenta dopo un pasto, in seguito a sforzi fisici o durante il riposo notturno. Il rigurgito, invece, consiste nel ritorno in gola o in bocca di materiale acido o amaro.

Rimedi

Questo problema può essere affrontato innanzitutto cambiando il proprio stile di vita e migliorando la propria alimentazione. Ecco alcuni consigli per migliorare la vostra dieta e ridurre i sintomi:

  • Evitare cibi e bevande che peggiorano il bruciore di stomaco come il caffè o il tè, bevantde frizzanti, alcool, agrumi, pomodori, salse, cioccolato, menta, cibi grassi, cibi piccanti, cipolle e aglio.

  • Ridurre le porzioni per facilitare la digestione.

  • Mangiare più lentamente

  • Quando andate a dormire cercate di tenere la testa in posizione rialzata rispetto allo stomaco.

  • Non indossare abiti o cinture troppo strette.

  • Smettere di fumare.

Oltre alla modifica delle abitudini di vita, esistono valide terapie che si avvalgono di due principali tipologie di farmaci:

  • gli antiacidi, che neutralizzano l’acido presente nello stomaco;

  • gli antisecretori, che riducono la produzione di acido da parte dello stomaco. 

Come riconoscere il problema?

Per una diagnosi accurata è fondamentale rivolgersi al medico. In caso di persistenza della sintomatologia, egli potrà decidere di approfondire con alcune indagini, come l’endoscopia, la pHmetria, la manometria e la pH-impedenziometria.

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