Contratto di subaffitto, come funziona e regole da seguire

Con il contratto di subaffitto, un inquilino può decidere di affittare la casa in cui risiede ad un terzo senza disdire il contratto principale che ha stabilito con il proprietario dell’immobile. Ma cosa prevede la legge? Scopriamolo

Con il contratto di subaffitto, un inquilino può decidere di affittare la casa in cui risiede ad un terzo senza disdire il contratto principale che ha stabilito con il proprietario dell’immobile. Questa procedura però, come stabilito dalla legge, deve seguire determinate regole. Disciplinato dal Codice Civile, infatti, questo tipo di contratto impone all’affittuario il divieto di subaffittare, senza il consenso del locatore. Scopriamo nel dettaglio come funziona.

Il contratto: cosa prevede

L’art 1594  del Codice Civile prevede che il conduttore (chi è in affitto) può sublocare l'immobile, ma non può cedere il contratto senza il consenso del locatore, quindi del proprietario. Il successivo art. 1595 c.c. prevede che il locatore possa agire direttamente nei confronti del subconduttore per richiedere il prezzo della sublocazione e per costringerlo ad adempiere a tutte le altre obbligazioni previste dal contratto.

La sublocazione degli immobili ad uso abitativo

In caso di contratti di locazione adibiti ad uso di abitazione è possibile stipulare un contratto di sublocazione solo se:

  • il contratto di locazione principale non la vieta;

  • la sublocazione riguarda solo una parte dell’immobile;

  • il conduttore comunica al locatore la sublocazione in cui indica il soggetto, i vani sublocati e la durata della sublocazione.

Perché considerare un subaffitto? 

Il contratto di subaffitto può essere preso in considerazione dal conduttore per diverse ragioni. Ad esempio, se la locazione riguarda un immobile abitativo, come in questo caso, è possibile che il conduttore, costretto a trasferirsi per un breve periodo all'estero per motivi di lavoro, possa avere la necessità di garantirsi un’entrata per pagare a sua volta il canone al locatore.

Quando è possibile opporsi al contratto di subaffitto?

La legge consente al locatore di opporsi al contratto di sublocazione o subaffitto stipulato dal conduttore quando:

  • il contratto di locazione o affitto contengono un divieto espresso di subaffittare o sublocare;

  • il contratto di sublocazione prevede il mutamento di destinazione d’uso dell’immobile;

  • il conduttore non comunica in modo preciso e completo le condizioni con la quale è stato stipulato il contratto.

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