Smart working: quanto costa agli italiani avere uno spazio in più in casa da dedicare al lavoro

Con la pandemia, l’esigenza di una camera in più sta diventando sempre più frequente con un impatto non trascurabile sul budget di spesa nell'acquisto di una casa. L'analisi dell'agenzia immobiliare online Vorrei.it. rivela che al crescere della metratura crescerà anche il prezzo al m²

Foto d'archivio

La richiesta delle aziende a proseguire lo smart working, anche dopo i lockdown, porterà alla ricerca di abitazioni più grandi, con una stanza in più da destinare al lavoro, con un grande impatto sulle tasche dei lavoratori. L'analisi dell'agenzia immobiliare online Vorrei.it. rivela che al crescere della metratura crescerà anche il prezzo al m² a causa di un’offerta ridotta. 

I vantaggi dello smart working

Lo smart working di questi ultimi 12 mesi ha sicuramente molti risvolti positivi: lavorare da casa significa meno spese di trasporto, di parcheggio, meno pranzi al ristorante e soprattutto meno stress con un guadagno di almeno 5 ore a settimana risparmiate negli spostamenti.

Ma secondo l'analisi del portale, non ci sono solo vantaggi. I costi all’interno delle abitazioni legati al consumo dell’energia elettrica per l’uso del computer, del riscaldamento, raffrescamento, per l’illuminazione di casa, che altrimenti non ci sarebbero durante il giorno, si fanno sentire. Secondo uno studio di Vorrei.it le famiglie, che hanno almeno un membro in smart working, stanno valutando o iniziando a cercare case più adatte a questa nuova vita.

Gli svantaggi dello smart working

In particolare l’esigenza di una camera in più, passando da un quattro locali a un cinque locali, sta diventando sempre più frequente con un impatto non trascurabile sul budget di spesa per l’acquisto di una casa. Questo accade perché nel mercato immobiliare c’è un’offerta ridotta di appartamenti con 3 camere, e perché chiaramente c’è un aumento legato alla superficie che di conseguenza innesca un aumento del prezzo complessivo.

Secondo i dati che Vorrei.it ha analizzato prendendo come riferimento alcune città italiane emergono differenze sostanziali: si passa da città come Bolzano dove la differenza è solo del 4,7% a città come Genova dove si parla di investire quasi un 65% in più tra un appartamento da 95 mq e uno da 130 mq.

Tra i comuni analizzati emerge che in città come Milano, Torino, Bologna, Rimini, Mestre, paradossalmente, al crescere della metratura cresce anche il prezzo al m² a causa di un’offerta ridotta, mentre in altre città come Roma, Bolzano, Napoli, Cagliari e Palermo con l’aumento della superficie diminuisce il prezzo al m².

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