Vendita e Affitto

Seconda casa: come rivenderla al prezzo adeguato e in poco tempo

Avete una seconda casa? Molti per avere una rendita decidono di darla in affitto, per altri invece il costo e il tempo da dedicarle è eccessivo e quindi decidono di venderla. Farlo non è semplice, vediamo alcuni consigli per rivenderla al prezzo adeguato e in poco tempo

Avere una seconda casa è una fortuna perché si ha a disposizione un rifugio sicuro in cui trascorrere il tempo libero o le vacanze. Per molti è un privilegio perché mai come in estate si può sfruttare l’appartamento e concedersi il meritato relax.

Questo è vero fino a quando non si arriva a destinazione e ci si rende conto di essere costretti a dedicarsi a piccoli lavori di manutenzione, oppure occuparsi della pulizia, a queste attività vanno aggiunte le spese mensili come bollette e tasse.

Molti per avere una rendita decidono di darla in affitto, per altri invece il costo e il tempo da dedicare alla seconda casa è eccessivo e quindi decidono di venderla. Farlo non è semplice, vediamo alcuni consigli per rivenderla al prezzo adeguato e in poco tempo.

Cosa fare prima di mettere in vendita una casa

Prima di mettere in vendita una casa, bisogna sistemarla e renderla appetibile agli acquirenti. I lavori che non possono essere rimandati sono:

Quando la casa è sistemata, è possibile rivolgersi a un’agenzia immobiliare o utilizzare i siti internet. In ogni caso è importante fare una serie di foto per attirare gli acquirenti. Durante le visite, è importante far trovare l’appartamento pulito e in ordine, perché altrimenti non viene risaltata la sua bellezza.

Quali tasse pagare sulla vendita della seconda casa?

Quando si vende un immobile occorre pagare alcune tasse. Di solito devono essere versate solo se:

  • è stata ereditata perché si dovrà pagare l’imposta catastale o quella ipotecaria oltre alle spese accessorie come l’imposta di bollo e diritti di segreteria;
  • se genera una plusvalenza;
  • se non sono ancora trascorsi 5 anni da quando è stata ereditata o comprata, in questo caso ad essere tassata è la plusvalenza generata dalla vendita soggetta al pagamento dell’Irpef secondo un sistema a scaglioni.

Se sono già trascorsi 5 anni, non bisogna pagare nulla.

Su chi ricadono le spese del notaio

Secondo l’art. 1475 c.c., le spese di compravendita, i costi per la stipula dell’atto pubblico e la sua successiva copiatura nei registri immobiliari gravano sul compratore, a meno di accordi diversi. Le spese notarili relative all’acquisto di un’immobile comprendono:

  • imposta catastale di 50 euro;
  • imposta di registro pari al 9% del valore catastale dell’abitazione;
  • imposta ipotecaria di 50 euro;
  • imposta sul valore aggiunto, che va dal 4% per la prima casa al 22% per l’acquisto di un immobile di lusso.

Il compenso del notaio e il corrispettivo per la costituzione dell’atto pubblico ricadono sulle tasche dell’acquirente, ma la norma permette un accordo in cui si può aggiungere una clausola che stabilisce la suddivisione delle spese tra acquirente e venditore o delegare l’intera spesa al venditore.

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