La ripresa della scuola e i pranzi in famiglia: Zorzut analizza l'ultima fase dell'emergenza

L'ultima indagine del medico epidemiologo triestino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Si sta assistendo a una transizione della pandemia che nel corso dei mesi ha interessato componenti della popolazione differenti per tipologia e fasce di età. Siamo passati da una età media dei casi molto elevata nei mesi primaverili con particolare aggressività nei confronti di anziani, con pluripatologie e spesso istituzionalizzati in residenze protette, ad un fase differente durante i mesi estivi legata agli spostamenti vacanzieri, extra ed intra nazionali, agli assembramenti pubblici, associati al flusso dei migranti, che aveva portato l'età a valori inferiori ai 30 anni.

La circolazione nel periodo estivo è avvenuta con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di riapertura delle attività commerciali e dei luoghi di aggregazione come le discoteche e di aumentata mobilità trans regionale. Ora ci sono ora segnali di una maggiore trasmissione sul territorio nazionale in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con età più avanzata. L’età mediana dei casi diagnosticati è di 40 anni. L’aumento dell’età dei casi riflette la trasmissione del virus dalle fasce di età più giovani a quelle più anziane, soprattutto all’interno della famiglia. Questo fattore si accentuerà, a maggior ragione, nelle prossime settimane con la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, favorito dall'inizio della stagione autunnale e dalla maggior permanenza in ambienti confinati. Il cosiddetto “pranzo della domenica" può essere portato come esempio di un evento ad alto rischio di trasmissione tra generazioni, e segnatamente dai più giovani ai più anziani.

Ovviamente, non va eliminato se è una precisa consuetudine familiare, ma si raccomanda di adottare tutte le opportune precauzioni, anche in ambito domestico. Il numero di casi positivi è ormai numericamente simile a quello riportato alla fine di febbraio 2020. Si evidenzia, in percentuale, rispetto ad allora un netto incremento dei casi asintomatici o pauci-sintomatici e una marcata riduzione dei casi severi e dei decessi. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate e la necessità di essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento. Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso inferiore rispetto a quello di altri paesi europei.

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