Cerimonia del 13 luglio, Forza Italia e Lega litigano sul Tricolore a Basovizza

Al centro della polemica il cerimoniale e il tricolore tradizionalmente presente in Foiba ed abbassato per far spazio alle bandiere italiana, slovena ed europea

Forza Italia e la Lega litigano sul Tricolore. La contrapposizione non proviene dagli anni Novanta, quando la bandiera italiana veniva “bistrattata” dall’autonomismo secessionista e difesa dagli azzurri, bensì è digitale rappresentazione odierna. Il motivo della polemica, nata il giorno precedente alla visita dei presidenti Mattarella e Pahor a Trieste, rispecchia le posizioni partitiche in relazione all’abbassamento del vessillo bianco, rosso e verde e che tradizionalmente sventola all’interno del monumento alle vittime della foiba di Basovizza.

A colpi di commenti social e di note stampa, Forza Italia si è scagliata contro la decisione di abbassare la bandiera italiana, decisione che sarebbe partita da vertici istituzionali e che ha infiammato lo scenario politico locale. Una polemica che non è piaciuta né al vicesindaco Paolo Polidori – nonostante anche lui abbia espresso alcune riserve sul cerimoniale – sia dall’assessore all’Urbanistica Luisa Polli.

Secondo il forzista e consigliere comunale Michele Babuder infatti “veder ammainare il Tricolore dalla Foiba di Basovizza mi provoca una tristezza infinita. Purtroppo, oggi, vivo oltraggi che mai avrei pensato la nostra nazione potesse subire e mi rammarico che il Presidente della Repubblica si presti, se a conoscenza, di un tanto”. Critiche che hanno scatenato la polemica con i leghisti. “Forse qualche battitore libero sarà scontento – ha scritto Polidori – ma le bandiere italiana, slovena ed europea ci sono. Il cerimoniale, tra l’altro, lo decide il Quirinale, quindi ognuno si dia una risposta”.

Polemica che ha visto la reazione anche di Luisa Polli, che si è schierata a difesa del protocollo e ha risposto a più riprese al forzista Babuder. Alberto Polacco e Angela Brandi, capogruppo e assessore di Forza Italia hanno salutato “positivamente la presenza del Presidente della Repubblica e di quello del Repubblica di Slovenia” e hanno applaudito al “gesto simbolico di darsi la mano in segno di deferenza ai Martiri delle Foibe”. Un gesto che secondo FI è stato “veramente sentito”.

Sul fronte invece della cerimonia al cippo che ricorda i fucilati sloveni di Basovizza, Polacco e la Brandi evidenziano il “chiaroscuro” del 13 luglio. I riferimenti sono alla volontà di “parificare la Foiba di Basovizza al cippo dei terroristi del Tigr, resisi responsabili di attentati a persone solo in quanto italiani” e alla “cessione del Balkan”. Una manovra che “si pone come ulteriore compensazione al riconoscimento ufficiale da parte della Slovenia della Foiba di Basovizza, assecondando purtroppo componenti ancora esistenti della minoranza slovena, e non solo, che hanno vissuto questo gesto come una sorta di affronto non presentandosi alla Foiba”.

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Tornando però allo scontro con la Lega, proprio da parte di esponenti del Carroccio locali si registrano non solo strenue difese del protocollo, bensì alcuni commenti non proprio istituzionali. L’assessore alla Sicurezza del comune di Duino Aurisina, Valentina Banco, dopo un commento sul presidente Mattarella espresso da un utente in un post su Facebook, scrive che il capo dello Stato “non gira a seconda del vento” e che sarebbe “un comunista PD voluto e governato da Napolitano”. Un fatto in merito al quale il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.  Interpellata da TriestePrima, l’assessore del comune di Duino ha preferito non rilasciare alcun commento.

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