Minorenne picchiato da un 'ambulante': il racconto della vittima

Un ragazzo di 17 anni malmenato da un giovane che raccoglieva firme per sedicenti 'scopi benefici', poi condotto in carcere perché gravato da precedenti penali. La vittima ha riportato lesioni importanti: "Tutti devono sapere che si tratta di una truffa". La fidanzata: "Scena surreale, sono ancora sotto shock"

Aggredito in pieno giorno da un cosiddetto 'ambulante', per la precisione un giovane rumeno che raccoglieva firme e denaro per una sedicente 'causa benefica'. È successo ieri pomeriggio in via delle Torri, in mezzo alle casette del mercatino natalizio, a un 17enne triestino che ora ha riportato fratture all'orbita e al setto nasale, oltre a diversi punti sotto l'occhio e sul sopracciglio. Per lui 40 gioirni di prognosi, e tutto per aver cercato di dissuadere un'anziana signora dal firmare il documento, avvertendola che si trattava di una truffa.

Il minorenne si è poi rivolto direttamente al 'volontario' intimandogli di andarsene ma un suo amico, impegnato nella stessa attività, è intervenuto in sua difesa rispondendo con un pugno in pieno volto. In seguito l'aggressore, un 18enne con iniziali B.A.M., è stato fermato dalla Polizia Locale, chiamata dai passanti, ed è stato condotto in carcere perché gravato da diversi precedenti.

La testimonianza della vittima

“È successo tutto in pochi secondi – ha dichiarato la giovane vittima, raggiunta al telefono -, alla fine lui mi ha detto 'non potevo far altro che difendere il mio amico'. Il punto è che io, sul suo amico, non ho mai alzato le mani. Questa esperienza non mi ha provato emotivamente – aggiunge - io spero solo che, grazie a questa notizia, la città si accorga di ciò che fanno queste persone e non si faccia più ingannare”.

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La ragazza: "Sono sotto choc, sembrava un film"

Presente anche la ragazza del minore, che ha voluto dare la sua testimonianza: “Accompagnavo il mio ragazzo a casa dopo la scuola – racconta la giovane - quando ci siamo imbattuti in uno di questi truffatori che, fingendo di raccogliere firme per orfani, profughi o carcerati rubano soldi alle persone anziane. Era già capitato a qualcuno che conoscevamo e non volevamo che quella signora incappasse nello stesso tranello. A quel punto io ho iniziato a parlare con lei mentre il mio fidanzato cercava di dissuadere il 'venditore'”.

Dopo il violento intervento del 'collega' la giovane ha subito un brutto shock: “ho avuto un attacco di panico e i miei ricordi sono confusi. Ricordo spintoni e parolacce, poi lui a terra con il sangue sul viso, che urlava per il dolore, così ho iniziato anch'io a gridare e a insultare l'aggressore. Purtroppo devo dire che solo a questo punto la gente ha iniziato a intervenire numerosa”.

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Una reazione spropositata e apparentemente illogica: “Il pugno è arrivato dopo la nostra minaccia di chiamare le forze dell'ordine: sarebbe stato più ovvio sviare il discorso o scappare. È stata una scena surreale e quasi da film: lui sembrava il classico giovane criminale che non ha niente da perdere”.

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