Sequestrate 18 tonnellate di sacchetti di plastica in Porto

La merce violava quanto prescritto dal Testo Unico Ambientale. La società importatrice rischia fino a 25mila euro di multa. La misura è stata eseguita dai funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) in collaborazione con i militari del II Gruppo della Guardia di Finanza di Trieste

Foto di repertorio

Sequestrate circa 18 tonnellate di sacchetti in plastica nel Porto di Trieste. La misura è stata eseguita dai funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) in collaborazione con i militari del II Gruppo della Guardia di Finanza di Trieste nell’ambito dell’operazione doganale “Codice Asso”, coordinata dalla Direzione Centrale Antifrode e Controlli.

Il Testo Unico Ambientale

La merce, di origine e provenienza turca, era dichiarata all’importazione come sacchetti di polimeri di etilene ed era destinata ad una società di Novara. I controlli – effettuati con l’ausilio dell’Associazione Italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili (Assobioplastiche) – hanno permesso di accertare che la merce era costituita da comuni borse di plastica per il trasporto di prodotti, in violazione di quanto prescritto dal Testo Unico Ambientale.

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La sanzione

La violazione, ai sensi dell’art. 261 del D.Lgs. n. 152/2006, prevede per l’autore, in questo caso la società importatrice, una sanzione amministrativa compresa tra i 2.500 e i 25.000 euro. L’esito dell’attività rappresenta un significativo esempio di sinergia, tra gli Enti istituzionali e i soggetti privati, finalizzata alla tutela dell’ambiente e dimostra come l’attività di vigilanza degli spazi doganali abbia sempre più assunto una marcata trasversalità nelle tipologie di interventi, che puntano alla tutela degli interessi erariali, della libera concorrenza, nonché della salute del consumatore e, appunto, dell’ambiente.

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