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2015, un anno di siccità ma non il peggiore degli ultimi 100

Scarse le piogge negli ultimi 12 mesi ma non fanno del 2015 l'anno peggiore del secolo. Minimi storici raggiunti nel 2003, 2043 e il 1945. Situazione sotto controllo ma si spera nelle precipitazioni previste per i prossimi giorni per invertire la tendenza

Il 2015 è stato un anno eccezionale per la scarsa piovosità in Friuli Venezia Giulia ma non il più siccitoso nell'arco di un secolo. Le poche precipitazioni lo collocano, comunque, fra i 10 anni in cui si è maggiormente sentita la carenza di piogge. Questa è l'immagine del 2015 che emerge dalle statistiche dei dati pluviometrici e delle falde freatiche, forniti dal servizio Disciplina Servizio idrico integrato, Gestione risorse idriche, Tutela acque da inquinamento della Regione.

Il quadro tracciato è influenzato dalle stazioni in cui sono stati rilevati i dati: in montagna si è sentita meno la siccità nei mesi primaverili ed estivi e non ha raggiunto livelli da record nella Bassa Pianura, grazie alle piogge intense e abbondanti dei mesi di agosto, settembre e ottobre. Complessivamente, però, resta un anno eccezionale per la scarsa piovosità, come sono stati il 2003, il 1943 e il 1945. E se si prendono a riferimento i dati sulle precipitazioni relativi a tre stazioni di misura, quelle di Forni di Sopra, Udine e San Giorgio di Nogaro, si comprende meglio come il territorio sia disomogeneo sul fronte pluviale tanto che, nella classifica degli anni maggiormente siccitosi, il 2015 è al settimo posto nei rilevamenti di Forni di Sopra, al quarto in quelli di Udine fino a raggiungere il quindicesimo per San Giorgio di Nogaro.

Da segnalare, comunque, che la mancanza di pioggia a Udine (872 millimetri), quest'anno, è stata straordinaria: in circa 100 anni è accaduto solo otto volte di scendere sotto i 1.000 millimetri. Nello specifico, guardando la stazione di Udine, dal 1910 a oggi i livelli record sono stati toccati nel 1921 con 571 millimetri, nel 2003 con 824,9 e, ancora prima, nel 1945, con 787,4 millimetri. Dati che si discostano di poco, nel medesimo periodo, da quelli rilevati dalla postazione di San Giorgio di Nogaro: 547,3 nel 1945, 680 nel 1921 e 703,2 nel 2003. La situazione che emerge dalle statistiche sulle precipitazioni è confermata dai dati sulle falde.

Il livello della falda nel pozzo di monitoraggio a Lestizza (una delle sei stazioni di osservazione in tempo reale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia) si attesta sotto i 14 metri e 25 centimetri di profondità e rappresenta un valore di circa 2 metri sopra il minimo storico, toccato nel 2003. In questa zona, nella media pianura immediatamente a monte della fascia delle risorgive, come spiegano gli esperti, la falda scende di circa 1 metro al mese e il perdurare della mancanza di precipitazioni, nei prossimi due mesi, potrebbe farne abbassare ancora il livello. La situazione è ancora sotto controllo e le auspicate precipitazioni nevose e piovose potrebbero certamente migliorarla e invertire il trend negativo dell'anno che volge al termine.

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