25 aprile: fischi e insulti a Dipiazza alla Risiera (VIDEO)

Fischiato anche il rabbino. La comunità ebraica ha deciso di abbandonare la cerimonia

Fischi e insulti per il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza che nel suo discorso ha sottolineato come «la Festa della Liberazione sia una festa di tutta la nazione e non solo di una fazione, se no non supereremo mai il Novecento; il 25 aprile non sia la bandiera di una forza politica».

Fischi anche per il rabbino Alexander Meloni, da parte di un gruppo di giovani palestinesi che si è presentato in Risiera con la bandiera della Palestina e che il predetto Porzio aveva chiesto invano in precedenza di ammainare. La comunità ebraica, in seguito, ha deciso di abbandonare la cerimonia.

Ecco l'intervento integrale del sindaco:

«Autorità politiche, civili, militari e religiose, gentili componenti del Comitato per la Difesa dei valori della Resistenza e della Commissione per la Risiera di San Sabba, care concittadine, cari concittadini, carissimi giovani, è a voi che mi rivolgo prevalentemente in questo mio indirizzo di saluto affinchè possiate ricordare che quello che è stato conquistato dai nostri predecessori è un patrimonio che ci è stato consegnatoper essere custodito e difeso».

«Anche quest'anno in questo importante giornom il mio primo pensiero è per i caduti per la Liberazione della nostra patria. Il 25 aprile del 1945 segna in Italia la fine della guerra, anche se Trieste ha dovuto attendere più tempo per ritorovare un proprio equilibrio istituzionale».
«A 73 anni di distanza, se insieme vogliamo realmente superare i drammatici fatti del '900, di cui questo luogo rappresenta parte di quell'orrore nazista, credo che i tempi siano maturi per riconoscere che la Resistenza è patrimonio della nazione, non di una fazione».

«Libertà, pace, democrazia sono state le parole d'ordine di tantissimi giovani, donne e uomini che al fianco degli eserciti alleati hanno combattuto e sacrificato le proproe vite, affincheè queste parole diventassero i valori su cui si fonda la costituzione della Repubblica Italiana e su cui è nata poi l'Unione Europea.
Che la guerra partigiana non fu soltanto un affare dei comunisti è una verità conosciuta da sempre, na a lungo taciuta. C'erano i partigiani cattolici, monarchici, socialisti».

«C'erano anche molti ragazzi e persone senza partito, come pure imprenditori che salvarono i propri operai dalla deportazione; ferrovieri che rallentarono i treni per permettere ai deportati di saltare giù; contadini che non amavano i partigiani ma accettarono di aiutarli per un bene più alto».
«All'epoca l'urgenza era scegliere da quale parte stare, con o contro i nazisti invasori. La Resistenza non è una "cosa di sinistra", è un periodo storico composto da tante sofferte storie personali e di comunità che insieme seppero interpretare i valori profondi della civiltà italiana ed europea».

«Non erano di sinistra: Edgardo Sogno che passò la vita a combattere i comunisti, ma all'epoca si batteva perchè gli alleati rifornissero anche i garibaldini di cui riconosceva il vaolre; il generale Raffaele Cadorna (figlio del comandante della Grande Guerra) che si fece paracadutare con una gamba lesa nell'Italia occupata; Maggiorino Marcellin, il sergente degli Alpini che con mille uomini fronteggiò le SS; il colonnello Montezemolo che guidò la Resistenza a Roma prima di essere torturato e ucciso alle Ardeatine».
«Come detto: libertà, pace, democrazia sono stati i pilastri di tutti questi italiani, eroi della Resistenza. Questi valori sono impressi nella nostra Costituzione e sono il faro delle nostre istituzioni, dei loro rappresentanti, degli italiani tutti e di tutte le comunità che vivono in armonia».

«Da sindaco, democraticamente eletto, sono orgoglioso di questi nostri valori che guidano sia la mia azione amministrativa che la mia vita. Valori che ho l'onore ed il dovere di difendere e trasmettere in ogni luogo ed in ogni contesto; anche nel variegato panorama politico, sia esso posto a Sud o a Nord,a d Est o Ovest».
«Tutto questo si chiama democrazia. La Festa della Liberazione non deve essere la bandiera di una fazione, ma  è un simbolo perchè patrimonio della nazione tutta. Viva la libertà, viva la Costituzione, viva la Repubblica Italiana, Viva Trieste».

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