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Domenica, 26 Giugno 2022
Salute / Piazza dell’Ospitale

Salute, maxi investimento da 34 milioni: in arrivo nuova sede del 118 e case di comunità nei rioni

Si tratta soprattutto di fondi regionali, una parte dal Pnrr e una dal Por Fesr. Saranno create case di comunità a Roiano, San Giovanni, Valmaura, Muggia e Duino oltre alla ristrutturazione e all'efficientamento delle strutture sanitarie esistenti

Una nuova sede del 118 in Porto Vecchio, case di comunità a Roiano, San Giovanni, Valmaura, Muggia e Duino oltre alla ristrutturazione e all'efficientamento delle strutture sanitarie esistenti: sono alcuni dei progetti che saranno realizati con oltre 34 milioni di euro, che saranno stanziati dalla Regione per la sanità nel territorio di Trieste e del carso.  Dei 34,6 milioni, 28,4 sono di provenienza regionale, 4,8 dal Pnrr e 1,4 milioni dal Por Fesr. Per oltre un terzo, questi fondi saranno erogati nel corso dell'attuale legislatura. Lo hanno evidenziato il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga e il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, durante un incontro a Trieste alla presenza del direttore generale di Asugi Antonio Poggiana.

Per la nuova sede del 118 in Porto vecchio sono stati stanziati 8 milioni di euro: la struttura verrà collocata nel magazzino 11, che subirà un radicale intervento di recupero funzionale, edile, impiantistico e strutturale. Di poco inferiore, ovvero 7,6 milioni di euro, la cifra destinata all'Ospedale Maggiore, che sarà interessato da opere di efficientamento energetico, adeguamento antincendio e altri interventi. 8,6 milioni saranno destinati al rione di Valmaura in via del Carpineto 1, dove verrà costruito il nuovo edificio che accoglierà una casa della comunità, una centrale operativa territoriale e un Ospedale di comunità da 40 posti letto. La struttura sarà ultimata nel 2026.

Prevista anche la ristrutturazione, con 1,6 milioni di euro, dell'ex centro tumori di via della Pietà 19, per accogliere nel 2026 un'ulteriore Casa della comunità e l'altra Centrale operativa territoriale, oltre all'Ospedale di comunità con 40 posti letto. Nel 2026 entrerà in funzione anche la Casa della comunità del parco di San Giovanni, che sarà ricavata nell'edificio dell'ex Alcologia (via Giovanni Sai 5), il quale verrà ristrutturato grazie a un intervento da 1.9 milioni di euro e un'ulteriore Casa della comunità sarà allestista a Roiano, nell'edificio di via Stock 1, che sta già subendo un intervento di recupero e ammodernamento con adeguamento antincendio e antisismico del valore di un milione di euro.

A quelle già iniziate, per un valore di 970mila euro si aggiungeranno numerose azioni di riqualificazione in varie strutture dell'Asugi, tra cui le sedi di via Farneto e via Nordio a Trieste, per un totale di oltre 4,9 milioni di euro di provenienza regionale, tra cui interventi di adeguamento antisismico e manutenzioni straordinarie. A queste opere di somma la realizzazione di due ulteriori Casa della comunità: la prima a Duino Aurisina, grazie a un intervento di riorganizzazione interna dell'edificio sito in Località Duino 108, la seconda a Muggia, nell'edificio di via Battisti 6, che sarà oggetto di un intervento manutentivo.

Una volta ultimato il piano d'investimenti aumenterà l'integrazione funzionale tra i diversi ambiti del sistema della salute, con il ricorso anche alla telemedicina. L'ambito territoriale Carso giuliano e Triestino potrà contare su 2 Centrali operative territoriali strettamente coordinate, 2 Ospedali di comunità, 6 Case di Comunità, 110 posti letto per l'assistenza post acuzie, 96 posti letto negli Ospedali di comunità, 20 posti letto di hospice e 12 per il Suap.

Il governatore Fedriga ha dichiarato che "c'è stato un netto cambio di passo sulla sanità regionale: passiamo dai poco più di 200 milioni del quinquennio precedente a 750 milioni di euro di investimenti nella Sanità, sia nella parte ospedaliera che nel territorio. Più di 400 sono fondi regionali". Le case di comunità, ha spiegato il Governatore, sono "un punto di accesso per la presa in carico del paziente, anche a domicilio, che trova una risposta a livello sanitario senza ospedalizzazioni improprie, che non sono solo un problema di costi ma soprattutto della salute: una persona che viene mandata in ospedale perché non ha alternativa è una persona che non riceve le cure appropriate. Vogliamo lavorare per potenziare il territorio".

Riccardi ha poi sottolineato che "la nostra regione registra una partecipazione del privato accreditato nel sistema sanitario del solo del 6,8 per cento rispetto alla media italiana del 22,5 per cento. Un dato che evidenzia quindi un minor ricorso alle strutture private rispetto alla maggior parte delle altre regioni".

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