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380 mila anziani in FVG, solo la Liguria ne ha di più: a Trieste 1 su 3

A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Renata Bagatin, vicepresidente della III commissione Sanità, in occasione della presentazione delle linee strategiche per la programmazione triennale relative alla legge sull’invecchiamento attivo, che si è tenuta nel palazzo della Regione di piazza Unità

«Partendo dalla logica della riforma sanitaria, ossia la centralità della persona, la figura dell'anziano verrà ancor più valorizzata proprio grazie alla legge sull'invecchiamento attivo che offrirà un nuovo ventaglio di possibilità per la valorizzazione nella società. Con questa nuova normativa rendiamo effettiva l'autonomia e l'indipendenza personale attraverso forme di istruzione, nuova formazione, ampliamento delle conoscenze su percorsi di vita nell'età anziana».

A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Renata Bagatin, vicepresidente della III commissione Sanità, in occasione della presentazione delle linee strategiche per la programmazione triennale relative alla legge sull’invecchiamento attivo, che si è tenuta nel palazzo della Regione di piazza Unità d’Italia a Trieste. Bagatin, prima firmataria della legge 22 del 2014 ha introdotto il convegno al quale hanno preso parte gli assessori coinvolti nel progetto: quello alla Salute, Maria Sandra Telesca, al Lavoro e Formazione, Loredana Panariti, alle Infrastrutture e Mobilità, Mariagrazia Santoro, e alla Cultura, Gianni Torrenti. Accanto agli assessori sono intervenuti Ketty Segatti, della direzione Formazione e innovazione, in collegamento da Bruxelles Lucilla Sioli, della Commissione europea e Luisa Poclen, dell'ufficio di collegamento del Fvg a Bruxelles.

Gli anziani in Fvg. Con oltre 380 mila anziani, rende noto la consigliera Bagatin, il Friuli Venezia Giulia è la seconda regione in Italia, dopo la Liguria, per tasso di anzianità. Un dato al quale seguono una serie di criticità frequenti nella terza età come il fattore economico, con una media di 500 euro di pensione pro capite e problemi con l’inclusione sociale. Gli ultrasessantenni sono 383mila sul territorio regionale: in provincia di Gorizia sono 45mila 665 su una popolazione di 141mila abitanti; in provincia di Pordenone sono 88mila 476 su 315mila abitanti; in provincia di Trieste 82mila su 237mila; in provincia di Udine sono 166mila 874 su una popolazione di 538mila persone. Nel 2015, in Fvg, l'incidenza degli anziani ultrasessantacinquenni sulla popolazione è pari al 25,1 per cento, l'indice di indipendenza è del 40,3 per cento, indicatori in progressivo aumento. La stima degli anziani nel 2025 è del 27 per cento, con un progressivo aumento nel 2050 del 34 per cento.

I soggetti attuatori di questa legge sono la Regione, i Comuni singolarmente o aggregati, le Aas, le scuole, i sindacati e le associazioni di volontariato. Per la prima volta vengono coinvolti sei assessorati, coordinati da quello alla Salute e Politiche sociali.

I temi fondamentali della legge. La formazione. Attraverso le varie università della terza età e della libera età per sostenere formazione, aggiornamento e riqualificazione. «È necessario eliminare il gap tecnologico attraverso la conoscenza dei servizi della rete informatica e quindi insegnare l’uso dei computer, delle email, dei tablet e degli smartphone». Ma anche corsi di sicurezza domestica e stradale e infine, è importante promuovere stili di vita in contrasto alle dipendenze, come il gioco e l'alcol. Questo lo si fa promuovendo le associazioni di volontariato che hanno un ruolo importante nella società».

La promozione di iniziative turistiche e culturali;

La mobilità e il trasporto “sociale”, riconoscendo tariffe agevolate e servizi di trasporto da pianificare sul territorio;

L’educazione motoria e corretti stili di vita, quindi attività in connessione con i giovani;

Promozione del lavoro. La promozione e il trasferimento di competenze ai giovani in ambito lavorativo, in piccole imprese e artigiani. Cercare modalità graduali di uscita dal lavoro e in quest’ambito inserire il trasferimento delle competenze da una generazione all’altra.

«Il valore aggiunto di questa legge – commenta infine Bagatin – è il cambio culturale di mentalità: bisogna smettere di pensare che una persona non sia più utile dopo la sua uscita dal mondo del lavoro, ma anzi continui a essere una risorsa per le nuove generazioni e per l'intera società. Aiutare fa bene agli altri, ma soprattutto a se stessi».

L'iter di formazione. Dopo l'emanazione della legge regionale n. 22 del 2014, si è costituito il tavolo di lavoro permanente tra le varie direzioni centrali coordinato dalla consigliera Bagatin. È stata quindi prodotta una consultazione frutto del lavoro svolto dalle direzioni e alla quale ha partecipato anche l'Ires Fvg. È stata coinvolta la fascia di popolazione interessata attraverso una consultazione on line prima e a seguire incontri territoriali pubblici. Poi, come tavolo di lavoro interassessoriale è stata dunque prodotta la bozza di documento di programmazione triennale che viene presentata oggi. «Con questo lavoro abbiamo inteso mantenere gli aspetti tradizionali ma al contempo abbiamo affiancato moltissime proposte di innovazione. Come esempio si considerino come tradizionali i ricoveri in strutture residenziali. L'aspetto innovativo, invece, riguarda la domiciliarità, quindi aiuto alle famiglie all'interno delle mura domestiche e contestuale inserimento nelle reti no profit per favorire forme di auto organizzazione sociale. Queste nuove politiche conclude Bagatin – devono trovare necessariamente un coordinamento non solo regionale, ma anche nel più amplio contesto europeo».

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