Quarant'anni senza Franco Basaglia, lo psichiatra che sfidò le istituzioni e "liberò" i malati

Ha lavorato a Gorizia e Trieste, facendo partire dal Fvg la rivoluzione destinata a diventare regola in tutta Italia. Nel quarantennale della sua morte la casa editrice ab Alphabeta Verlag pubblica una rinnovata edizione di "Franco Basaglia" biografia edita nel 2001

Ricorre oggi il 40ennale della morte del dottor Franco Basaglia, lo psichiatra che attraverso la legge 180 fu parte attiva e integrante nella chiusura dei manicomi in tutta Italia. Oggi, 29 agosto 2020, la casa editrice ab Alphabeta Verlag pubblica una rinnovata edizione di "Franco Basaglia", biografia pubblicata nel 2001 da Colucci e Di Vittorio, in questa nuova veste aggiornata con riferimenti alle pubblicazioni sull'argomento negli ultimi vent'anni e con un'introduzione dello psichiatra Eugenio Borgna. 

La storia

Basaglia sosteneva che "In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla". Prima del suo arrivo come direttore del manicomio di Gorizia i metodi di "cura" per coloro che finivano ai margini della società a causa dei loro disagi psichici si riducevano a contenzione, elettroshock, lobotomie fisiche e farmacologiche, e una vita destinata a consumarsi nella rassegnazione e nell'anonimato.

Attraverso l'allentamento delle restrizioni, l'abolizione delle "terapie" più dolorose e umilianti e specifici percorsi di integrazione nella società, Basaglia rivoluzionò il campo della salute mentale in Italia e portò la sua scuola di pensiero dapprima nel manicomio di Gorizia, poi per un breve periodo a Parma e infine a Trieste, dove il comprensorio dell'ex manicomio di San Giovanni ha visto l'evoluzione che tutti conosciamo. Ben presto molti altri psichiatri in tutta Italia si ispirarono al Fvg come a un esempio, che venne esportato in altre città, fino a che il pensiero di Basaglia non approdò nelle sale del potere a Roma e divenne legge nel 1978.

Due anni dopo il lungimirante medico fu stroncato da un tumore cerebrale preaturamente, a soli 56 anni. La rivoluzione basagliana, anche se è ancora oggetto di un fervido dibattito e nelle prime fasi dopo la chiusura dei manicomi non è stata priva di incidenti e criticità, ha portato grandi benefici a una categoria relegata ai margini e ha regalato un futuro a chi prima poteva solo sognarlo dal suo letto di contenzione. 

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