Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Consacrazione Monte Grisa, Crepaldi: «Dio protegga ed aiuti i migranti»

Il testo dell'omelia che l'Arcivescovo mons. Crepaldi ha pronunciato durante la Celebrazione Eucaristica in occasione della celebrazione del 50° anniversario della consacrazione del Tempio mariano

Carissimi fratelli e sorelle,

1.    Nella solenne giornata che la Chiesa dedicata all'Amore Trinitario, siamo riuniti nel Santuario mariano di Monte Grisa, per un doveroso e gioioso atto che sollecita la nostra memoria a ricordare il 50° anniversario della solenne consacrazione di questo tempio dedicato a Maria Madre e Regina. Era il 22 maggio del 1966, data che portava a compimento il voto che, nel 1945 e nel contesto drammatico degli ultimi giorni della sanguinosa II Guerra mondiale, il mio indimenticabile e amato  Predecessore S.E. Mons. Antonio Santin aveva fatto alla Madre di Dio, implorandola di salvare la nostra città di Trieste. Per onorare e ringraziare la Madonna con questo Santuario, scelse uno dei posti più suggestivi del territorio carsico. Da allora, innumerevoli pellegrini sono giunti fin quassù, in questa mirabile oasi di preghiera da cui  si gode un panorama impareggiabile della città e del golfo, per ristorare le loro anime afflitte da tanti dolori fisici e morali che sempre accompagnano il vivere umano, trovando qui il cuore accogliente e misericordioso della Mamma celeste: un luogo di perdono e riconciliazione celesti, un luogo spirituale di pace e di quiete, un luogo in cui trovare il tempo e lo spazio adeguati per ricomporre il senso della propria vita umana e cristiana. 

2.    Carissimi fratelli e sorelle, in questo momento e dopo cinquant'anni, deve sgorgare nei nostri cuori spontanea e corale la gratitudine di Trieste per quanti si dedicarono alla costruzione e alla cura del Santuario: per Mons. Santin che lo volle, dando espressione alla sua fede in Dio, salda e lungimirante; per l'architetto Antonio Guacci che lo progettò, seguendo intuizioni innovative e ardite che evocano la lettera M del nome della Vergine Maria; per i sacerdoti e per i religiosi che qui dedicarono il loro prezioso ministero pastorale: i sacerdoti diocesani, i Missionari della Fede, gli Oblati Figli del Divino Amore di Roma e, dal 15 agosto 2014, l’Istituto dei Servi del Cuore Immacolato di Maria. Vogliamo anche ricordare e ringraziare i Papi che, in qualche modo, furono legati a Monte Grisa: san Giovanni XXIII che decise che il Tempio fosse dedicato a Maria Madre e Regina e, collocato com'è ad appena dieci chilometri di distanza dall'odiosa cortina di ferro che divideva l’Occidente e l’Oriente, lo indicò quale richiamo alla verità cristiana della fraternità umana e dell’unione fra i popoli; san Giovanni Paolo II che visitò il Santuario nel maggio del 1992, pronunciando un discorso ricco di stimolanti indicazioni spirituali. Eccone un brano: " il Tempio votivo di Trieste diviene un “segno” di ciò che deve essere la Chiesa: la “casa di Maria”, dove i fedeli professano la fede nell’Incarnazione, inizio e fondamento dei misteri di Cristo, e ascoltano con fede la predicazione apostolica. Inizia oggi il mese di maggio, dedicato alla celebrazione della Madre del Signore. Mentre si risveglia la natura ed esplode la primavera con i suoi fiori variopinti, il cuore dei fedeli si rivolge a Maria di Nazaret, fiore della nuova umanità plasmata dallo Spirito. È giusto, è bello che sia così".

3.    Carissimi fratelli e sorelle, San Giovanni Paolo II invocò la Madonna con il titolo di fiore della nuova umanità. In questa preziosa indicazione del Santo Pontefice, è doveroso ricordare che nel Santuario di Monte Grisa si venera la Madonna di Fatima: non si può cogliere in pienezza i molteplici segni del Santuario se si prescinde dalla Madonna di Fatima e dalle apparizioni che là avvennero nel 1916 e nel 1917 ai tre pastorelli Giacinta Francesco e Lucia. Infatti, Mons. Santin, quando ricevette la statua della Madonna di Fatima, pellegrina in Italia,  il 17 settembre 1959, ricordò il suo voto a Maria e concluse: “Resta con noi Maria” e, due giorni dopo, pose la prima pietra del grande Tempio; il giorno dopo la statua ripartì per ritornare alla Capelinha di Fatima. In quella circostanza ricca di grazie divine e di fervore mariano, nel cuore di tutti si fece strada il desiderio di avere anche a Monte Grisa una statua della Madonna di Fatima. A ciò provvide il Vescovo di Fatima Mons. Joao Pereira Venancio che portò una copia via mare a Trieste il 7 giugno 1960. A partire da quegli eventi e in questi cinquant'anni, anche qui a Monte Grisa si è custodito e coltivato il messaggio della Madonna di Fatima, messaggio che riflette in pienezza il Vangelo del Signore Gesù e che resta attualissimo. Esso richiama tutti noi alla conversione permanente, alla preghiera e specialmente alla recita della corona del santo rosario, al senso di responsabilità collettiva e alla pratica della riparazione. Accettare questo Messaggio porta alla Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, che è simbolo di impegno di fedeltà cristiana e di apostolato missionario. Inoltre, le preghiere insegnate dall´Angelo e dalla Madonna ai pastorelli aiutano a vivere il Messaggio, che è un impegnativo richiamo alla conversione e alla vita in grazia di Dio. Come non ricordare oggi, nella solenne ricorrenza che la Chiesa riserva alla Santissima Trinità, la preghiera che l'Angelo insegnò ai tre pastorelli:  "Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima, divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è offeso, e per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria vi chiedo la conversione dei poveri peccatori".

4.    Carissimi fratelli e sorelle, il messaggio di Fatima è nel suo nucleo fondamentale la chiamata alla conversione e a un fiducioso abbandono nelle braccia misericordiose del Padre celeste. Soprattutto in questo Anno giubilare voluto dal Santo Padre Francesco nel segno della misericordia divina, il messaggio di Fatima è un raggio di luce che illumina tutta la strada dell'uomo verso il Dio della misericordia. La misericordia di Dio è sempre più grande del peccato dell'uomo e del peccato del mondo. La potenza della misericordia divina supera infinitamente tutta la gamma del male, che è nell'uomo e nel mondo. Il Cuore della Madre ne è consapevole, come nessun altro in tutto il cosmo. E per questo chiama, chiama alla conversione, chiama alla preghiera, chiama alla speranza, chiama alla fiducia. Cuore Immacolato di Maria, nostra Madre e Regina, liberaci dal male del peccato, dell'odio, della violenza e dell'ingiustizia che così facilmente si radica nei nostri cuori! Cuore Immacolato di Maria, nostra Madre e Regina, aiutaci a tenere viva in noi e a Trieste la verità liberante di Dio; aiutaci a vivere fino in fondo i comandamenti di Dio, a tenere desta la coscienza del bene e del male. Cuore Immacolato di Maria, nostra Madre e Regina, rendici testimoni coraggiosi e forti nella difesa della vita umana dal suo concepimento fino alla sua fine e della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Cuore immacolato di Maria, Nostra Madre e Regina, proteggi la nostra città, rendila pacifica, buona e accogliente; sostieni i nostri bambini nella loro innocenza, i giovani  nella loro crescita, le famiglie nel loro amore e nei momenti bui, i malati nelle loro sofferenze, i poveri spesso vittime di ingiuste condizioni; i migranti presi nella morsa della miseria e del terrore delle guerre; quanti, delusi e frustrati, cercano lavoro, pace e sicurezza. Cuore Immacolato di Maria, nostra Madre e Regina, alle tue cure materne affidiamo la Chiesa e la Città di Trieste. Cuore Immacolato di Maria, nostra Madre e Regina, accompagnaci sempre all'appuntamento con il Figlio tuo Gesù, che è la fonte dell'Amore misericordioso: in Lui e nella sua croce troveremo la roccia della fede, il fuoco della carità e la luce della speranza. Amen! 
 

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