Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Porto Vecchio

Porto Vecchio, arrivano 50 milioni dal Cipe

Serracchiani: «Presto ricomincerà a pulsare un cuore ritrovato e recuperato nel pieno del corpo urbanistico di Trieste». Rosato: «Il Governo fa il tifo per Trieste». Cosolini: «Una giornata storica»

«Presto ricomincerà a pulsare un cuore ritrovato e recuperato nel pieno del corpo urbanistico di Trieste». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando l’odierna approvazione da parte del Cipe di un investimento di 50 milioni di euro a favore dell’avvio del programma di rivitalizzazione pubblica del Porto Vecchio di Trieste.

«Le risorse destinate permetteranno di avviare concretamente il processo che porterà la città a riacquistare tutto il suo fronte-mare, a raddoppiare l’estensione del suo centro città, a restituire al capoluogo un’area strategica di oltre 600 mila metri quadrati, di cui (oggi) oltre 150 mila metri quadrati costituti da quasi un centinaio di immobili ed edifici - continua Serracchiani -. Un risultato che premia il lavoro congiunto della Regione e del Comune, svolto di concerto con l’azione puntuale di Francesco Russo al Senato e del capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato».

Lo stanziamento deciso oggi dal Governo nazionale e dal Cipe è in grado di avviare i primi indispensabili interventi infrastrutturali, che serviranno per il recupero funzionale di tutta l’area e di conseguenza per tutti i successivi interventi, pubblici e a capitale privato, ma anche per impostare i primi importanti recuperi e fruizioni all’interno di Porto Vecchio. Tra questi, la localizzazione del nuovo polo culturale imperniato sul Museo del Mare, che integrerà il Museo stesso con altre analoghe realtà, nonché con ulteriori patrimoni pubblici e privati connessi alla storia della marineria adriatica, andando ad adeguare ed allestire da un punto di vista architettonico una parte dei circa 35 mila metri quadrati dell’attuale Magazzino 26.

Inoltre, tra le previsioni vi è l’insediamento, in circa due terzi delle superfici dello stesso Magazzino 26, della nuova sede del Centro internazionale di Ingegneria genetica e Biotecnologia/Icgeb (con la possibilità quindi di nuove collocazioni scientifiche a Padriciano di Area Science Park) con l’ipotesi di incrementare a circa 300 il numero di ricercatori impegnati nel Centro.

Più in generale, proprio nella prospettiva di creare la rete infrastrutturale necessaria allo sviluppo della fruizione pubblica del Porto Vecchio di Trieste, le risorse Cipe saranno finalizzate a risolvere soprattutto i problemi di urbanizzazione primaria e di bonifiche dei corsi d’acqua che sfociano nell’area dello scalo: verranno pertanto realizzati i nuovi servizi (a rete) di elettricità, sistema fognario, acqua e gas, propedeutici a qualsiasi ipotesi di riqualificazione dell’area, accanto a una nuova viabilità da e per il polo museale, sia in direzione Trieste che verso viale Miramare.

«Dopo circa vent’anni di lavori, nel 1887 venne conclusa la realizzazione del piano di sviluppo portuale di Porto Vecchio: quasi 150 anni dopo, oggi possiamo affermare che nel 2017 o al più tardi l’anno successivo, in Porto Vecchio partiranno i primi lavori per offrire al capoluogo regionale e all’intero Friuli Venezia Giulia, un secondo polo cittadino compenetrato al suo attuale centro storico», ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani.

«Questo Governo fa il tifo per Trieste - ha commentato il presidente del gruppo PD alla Camera dei Deputati Ettore Rosato -. Le risorse, molte, destinate al Porto Vecchio rappresentano quello che serviva per iniziare la trasformazione di quell’area, abbandonata per decenni, in un grande progetto di sviluppo e riqualificazione per la città. Un risultato che arriva al termine di una serie di impegni e azioni che Comune, Regione e Governo in sinergia ci sono assunti e che - ha sottolineato Rosato - hanno portato avanti con determinazione e costanza».

Per il sindaco Roberto Cosolini «è una giornata storica per Trieste. Una svolta definitiva per Porto Vecchio che ci consente di accelerare sulla via della trasformazione. Neanche il mio ottimismo mi permetteva di immaginare che una risposta potesse arrivare così a breve, a poco più di due settimane dalla preparazione di un dossier con investimenti immediatamente finanziabili, che assieme alla presidente Serracchiani abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio. Porto Vecchio è dunque una priorità nazionale e questo – ha concluso Cosolini - è un gran segnale anche per gli investitori stranieri».

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