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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

74 anni Pensione Mensile 830 Euro. Questo il Profilo del Pensionato Medio del Fvg secondo l'Inps

Ha poco più di 74 anni, gode di una pensione di vecchiaia e la sua pensione mensile è di circa 830 euro. Questo è l’identikit del pensionato medio che risiede in Friuli Venezia Giulia come emerge spigolando tra i dati contenuti nel Bilancio...

Ha poco più di 74 anni, gode di una pensione di vecchiaia e la sua pensione mensile è di circa 830 euro.
Questo è l'identikit del pensionato medio che risiede in Friuli Venezia Giulia come emerge spigolando tra i dati contenuti nel Bilancio sociale 2011 dell'Inps, redatto a cura della Direzione regionale Friuli Venezia Giulia dell'Istituto e illustrato oggi a Trieste dal direttore regionale Rocco Lauria e dal presidente del Comitato regionale Giorgio Francescut, alla presenza del presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza Inps, Guido Abbadessa. La 'fotografia' che l'Inps ha scattato al Friuli Venezia Giulia racconta che le aziende private con dipendenti iscritte in regione sono 32.149 con 297.832 lavoratori mentre i lavoratori autonomi sono 91.486.

Al 1 gennaio 2012 l'istituto erogava 441.140 pensioni, lo 0,2% in meno rispetto all'anno precedente, con una spesa annua complessiva che sfiora i 4 miliardi e mezzo di euro. Il 60% delle pensioni viene erogato a donne ma l'importo medio mensile delle loro prestazioni è nettamente più modesto che per gli uomini, per cui complessivamente alle donne è destinato solo il 43% dell'importo complessivo annuo.

Le pensioni di vecchiaia sono la maggior parte, il 56%, poi vengono quelle ai superstiti (24%).
Quelle di invalidità civile sono 50.199, pari all'11%, mentre quelle sociali sono il 3% del totale.
La maggior parte delle pensioni sono erogate in provincia di Udine (44,3%), segue Pordenone (22,6), poi Trieste (21,1), e infine Gorizia (11.8%).

Valutando l'importo medio mensile della pensione (785,60 euro nel 2011) bisogna tenere conto che nel computo sono inserite tutte le pensioni vigenti, anche quelle erogate in convenzione internazionale, spesso erogate a residenti all'estero. Se invece si restringe l'analisi alle sole pensioni erogate a residenti in Friuli Venezia Giulia, si rileva che l'importo medio è, come detto, di 830,05 euro.

La pensione 'minima'.

Il 21% delle pensioni vigenti in Friuli Venezia Giulia, che diventa il 24% se scorporiamo le prestazioni agli invalidi civili, è costituito da pensioni integrate al minimo. L'importo di queste prestazioni è ottenuto come somma di una prestazione di natura previdenziale e di una integrazione di natura assistenziale tale da consentire che la prestazione complessiva raggiunga un importo minimo considerato dal legislatore come "minimo vitale". Naturalmente l'integrazione spetta solo a chi abbia redditi complessivi inferiori a determinati limiti.


A sostegno dell'occupazione e del reddito

L'Inps, fulcro del sistema previdenziale e assistenziale italiano, esercita un ruolo insostituibile nella gestione degli interventi di protezione sociale.

Oltre ai trattamenti pensionistici l'Inps eroga una serie di prestazioni a sostegno del reddito in caso di interruzione o cessazione del rapporto di lavoro (cassa integrazione, indennità di disoccupazione e di mobilità) e in caso di diminuzione della capacità lavorativa (indennità di malattia, di maternità).

Nel 2011, in Friuli Venezia Giulia sono state autorizzate complessivamente 21.793.495 ore di CIG. (Cig ordinaria, straordinaria e in deroga).

L'analisi delle ore di CIG autorizzate è certamente indicativa delle "condizioni di salute" del tessuto produttivo di un territorio ma bisogna ricordare che non tutte le ore autorizzate vengono poi realmente fruite dalle aziende.

Le ore autorizzate in un anno vengono realmente utilizzate in un orizzonte temporale molto vasto (anche 10 anni) e in parte non vengono fruite affatto. Si stima che quelle autorizzate nel 2011 e fruite nello stesso anno siano state 11.785.922

Confrontando i dati del 2011 con quelli dell'anno precedente si nota un decremento complessivo (-16%) che assume importanza se si ricorda che nel 2010 si era registrato un incremento del 47% rispetto all'anno precedente. In regione, il numero di ore autorizzate per CIG in Deroga è calato addirittura del 63% ma anche la

CIG Ordinaria registra una riduzione del 30% circa.

Solo gli interventi Straordinari sono ancora in aumento (+6%).

A livello nazionale, però, si osserva una riduzione complessiva del numero di ore di CIG ancora superiore a quella regionale (Totale -18,8%; Ordinaria -32,9%; Straordinaria -12,8%; in Deroga -13,6%).


Azione di contrasto al lavoro irregolare e all'evasione contributiva

E' stata migliorata la qualità dell'accertamento ispettivo, proseguendo sulla strada delle sinergie con gli Ispettori degli altri Enti, principalmente con azioni congiunte con le locali Direzioni Territoriali del Lavoro e dell'INAIL.

A livello regionale è stata ulteriormente affinata la fase preparatoria degli accertamenti attraverso attività di intelligence sempre più mirate, al punto da permettere, nella successiva fase di accertamento, di riscontrare una percentuale di aziende irregolari quasi del 70% del totale di quelle controllate - con punte anche dell'88% (provincia di Pordenone) - in miglioramento rispetto al 2010 quando si era realizzato il 64,23%.

E' importante sottolineare il fatto che percentuali così elevate di irregolarità non sono affatto indicative di una illegalità diffusa bensì testimoniano la capacità dell'Istituto di indirizzare in maniera puntuale le scarse risorse ispettive verso le aree di illegalità presenti in regione

L'attività di vigilanza 2011 ha interessato complessivamente 1.190 imprese, delle quali il 69,2% irregolari, per un addebito complessivo di ? 10.614.000,00. Sono stati individuati n. 133 imprese e lavoratori autonomi non iscritti e 337 lavoratori dipendenti in nero, in calo rispetto al 2010 (erano rispettivamente, 143 imprese e lavoratori autonomi non iscritti e 339 lavoratori dipendenti in nero), segno della crisi economico che ha iniziato a dispiegare concretamente i suoi effetti.


L'Inps e il territorio regionale

Per lo svolgimento delle sue attività l'Istituto, nel 2011, si è avvalso in Friuli Venezia Giulia di 568 dipendenti. La riduzione del personale osservata nel corso degli ultimi anni (nel 2005 erano in servizio 734 unità) ha riguardato l'intero Istituto, il quale ha supplito alla diminuzione di risorse umane attraverso una riorganizzazione delle stesse e il potenziamento delle risorse tecnologiche ed informatiche.

La riorganizzazione, già avviata nel 2010 e completata nel 2011, è stata affiancata da una reingegnerizzazione di molte procedure informatiche, dalla telematizzazione dei servizi rivolti all'esterno, dal coinvolgimento di altri interlocutori istituzionali nella gestione dei servizi (Patronati, CAF), dall'utilizzo delle moderne tecnologie anche per la formazione professionale (corsi on line, formazione in videoconferenza) nonché per lo sviluppo di modalità di comunicazione nuove (videoconferenze e comunità virtuali).

Nuovi cambiamenti sono in atto già nel 2012 e più massicciamente investiranno l'Istituto nel 2013 a seguito dell'incorporazione dell'INPDAP e dell'ENPALS come previsto dalla finanziaria 2011. Il processo d'integrazione è stato avviato e nel 2013 giungerà a conclusione

La qualità del servizio

Per l'anno 2011 l'indicatore sintetico della qualità del servizio è stato superiore del 2,89% rispetto all'obiettivo fissato. Questo risultato è stato superiore del 7,72% rispetto al consuntivo del 2010 ed ha posto la Direzione regionale Friuli Venezia Giulia al top di una classifica nazionale.

Uno degli elementi che rientrano nel calcolo di questo indicatore è la percentuale di liquidazione delle prestazioni entro i tempi soglia.

Convenzionalmente l'Istituto ha stabilito alcuni "tempi soglia" da utilizzare per misurare la qualità del proprio servizio: 30 giorni, 60 giorni e 120 giorni. Mentre la percentuale di pensioni liquidate entro i 30 e 60 giorni è importante per valutare la qualità del servizio offerto al cittadino, l'ultimo, i 120 giorni, è essenziale per valutare l'efficienza della gestione, poiché, a partire dai 121° giorno l'Istituto è tenuto a pagare gli interessi legali per il ritardo nella liquidazione della prestazione.

Nel 2011 in regione il 96,41% delle pensioni di anzianità vecchiaia è stato liquidato entro 60 giorni e ben il 91,28% di esse entro i primi 30 giorni.
La quasi totalità delle indennità di Disoccupazione Ordinaria e con Requisiti Ridotti vengono liquidate entro 30 giorni: rispettivamente il 97,42% e il 98,37%, assicurando così una continuità reddituale ai lavoratori in difficoltà ed alle loro famiglie.


In conclusione

Molti pensano che l'Inps significhi solo pensione, ma l'istituto fa molte altre cose. Assicura assistenza alle famiglie con il sostegno alla maternità e gli assegni familiari.

Offre risorse e aiuti a chi ne ha davvero bisogno, contrastando truffe e abusi e difendendo la legalità del lavoro.

E' partner delle imprese e garante dei diritti dei lavoratori anche nelle forme più nuove di tutela come i voucher per gli impieghi occasionali.
Per garantire tutto questo l'Inps mette a disposizione dei cittadini la sua tecnologia. Ogni giorno diverse centinaia di migliaia di italiani usufruiscono dei servizi su www.inps.it.

Il Bilancio sociale è uno strumento che dà conto ai cittadini dell'operato dell'Inps, rendendo trasparenti e comprensibili all'esterno i programmi, le attività e i risultati raggiunti. Un passo decisivo che si inserisce a pieno titolo in un percorso che l'Istituto ha già intrapreso nella direzione di un'accoglienza e soddisfazione dei bisogni e delle esigenze dei propri assistiti, cittadini e aziende, di trasparenza negli obiettivi e nelle azioni intraprese per raggiungerli, di cura e attenzione verso tutti i pubblici di riferimento e di valorizzazione delle risorse umane e professionali.

Per l'INPS il Bilancio sociale è quindi uno strumento attraverso cui:

- fornire un rendiconto chiaro e globale della propria missione, dei valori, dei programmi di azione, delle attività svolte, evidenziando i risultati ottenuti in termini di efficienza, efficacia ed economicità

- evidenziare gli effetti sociali prodotti con la sua azione, con riferimento ai beneficiari delle prestazioni previdenziali ed assistenziali, al sistema delle imprese e del lavoro autonomo, agli enti, alle associazioni e ai vari soggetti che entrano in rapporto con l'Istituto.

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