Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

8 marzo: una Riflessione della Presidente Commissione Pari Opportunita' Regionale

L'8 marzo - Giornata internazionale della donna - diventa un'occasione per riflettere sulle problematiche ancora irrisolte della condizione femminile, che sono molte e su fronti diversi: donne e lavoro, donne e retribuzione, donne e carriera...

L'8 marzo - Giornata internazionale della donna - diventa un'occasione per riflettere sulle problematiche ancora irrisolte della condizione femminile, che sono molte e su fronti diversi: donne e lavoro, donne e retribuzione, donne e carriera, donne e figli, donne oggetto, violenza sulle donne in costante aumento e, sempre molto importante, la rappresentanza democratica in politica.
Le riflessioni giungono da Santa Zannier, presidente della Commissione regionale pari opportunità, che proprio per questa ricorrenza è stata invitata venerdì dal presidente della Repubblica Napolitano alle celebrazioni che si terranno al Palazzo del Quirinale a Roma.

La popolazione femminile - sottolinea la Zannier - è più numerosa di quella maschile, nonostante questo dato di fatto le donne affermate nell'ambito politico sono solo una piccola percentuale rispetto agli uomini; con il sistema elettorale della doppia preferenza di genere che và progressivamente estendendosi nel territorio nazionale, si mira all'introduzione di misure antidiscriminatorie nella legislazione elettorale, capaci di ridurre il deficit di rappresentanza; il raggiungimento di un'effettiva democrazia paritaria è in uno dei temi fondamentali delle democrazie moderne, e il diritto alle pari opportunità deve riguardare anche l'accesso alle cariche elettive, accanto alla valorizzazione della differenza di genere nella vita sociale, culturale ed economica.

Da porre in evidenza è il fatto che le nuove generazioni femminili, più forti e decisamente predominanti, hanno messo in crisi i coetanei maschi, i quali faticano a reggere il confronto.
Ma se è vero che la popolazione femminile è maggioritaria in Italia e potrebbe imporre la sua presenza, è anche vero che ciò non aiuta le donne e che le donne non si aiutano tra loro: ognuna è troppo impegnata a far valere sé stessa e la propria individualità, nei vari universi gestiti al maschile, per poter appoggiare iniziative di altre e dare la propria solidarietà al mondo femminile.

Molte sono state le iniziative e le proposte per trovare soluzioni utili a colmare il deficit di democrazia paritaria e la discriminazione di genere, puntando l'attenzione su alcuni problemi quali la rappresentanza nelle istituzioni e la rappresentazione femminile nei mezzi di comunicazione e nella pubblicità.

Nonostante i notevoli passi in avanti e i successi raggiunti, la mancanza di un'adeguata rete di servizi a sostegno dei carichi familiari, oggi affidata esclusivamente alle donne, e lo svilimento pubblico dell'immagine femminile hanno risollecitato la presa di coscienza a dover intervenire per arginare una pericolosa deriva culturale, nociva non solo alle donne, ma all'evoluzione della stessa civiltà. Inoltre, la crisi economica in atto ha segnato ulteriormente il divario sociale già esistente tra uomini e donne, aggravando le già note precarie condizioni femminili nell'inserimento, nella permanenza nel mercato del lavoro, nella qualità dell'occupazione, nella parità salariale e nell'ascesa alla carriera.

Il cammino per il raggiungimento di una società più avanzata, moderna, libera e democratica - conclude la presidente della Commissione pari opportunità - si potrà raggiungere solo attraverso un percorso di riacquisizione della stima e considerazione delle donne verso loro stesse, di un senso di solidarietà che le accomuni nonché di un punto d'accordo sulle possibili divergenze del momento.

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