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Coronavirus, parla il virologo: "Nessun allarmismo, basta un po' di buonsenso"

Il Friuli Venezia Giulia ha fatto bene a dichiarare lo stato di emergenza? Quanto dura il periodo di incubazione? Alessandro Marcello, Capo Gruppo del laboratorio di Virologia molecolare all'ICGEB di Trieste, risponde alle nostre domande

Il coronavirus in questi giorni sta risvegliando le nostre paure inconsce, proprio perchè è un pericolo nuovo, sconosciuto. Ed è proprio quando ci troviamo davanti ai pericoli che non siamo in grado di giudicare oggettivamente ciò che sta accadendo. Ascoltare, informarsi, ragionare sono solo alcune doverose "ricette" da seguire prima di cedere al panico. Abbiamo quindi sentito il parere di Alessandro Marcello, Capo Gruppo del laboratorio di Virologia molecolare all'ICGEB di Trieste.

Quali sono le forme di contagio?

Sono le stesse di tutte le malattie respiratorie: tramite contatto o via aerea. Principalmente si trasmette tossendo o starnutendo. Ovviamente alcune particelle possono rimanere nell'aria o sulle superfici e restare attive per alcune ore, proprio per questo è opportuno lavarsi spesso le mani e tossire o starnutire in un fazzoletto o con il gomito flesso .

Pensa che con il caldo ci possa essere una tregua o un calo?

Il virus è nuovo, per cui è tutto ipotetico. Solitamente i virus respiratori hanno un calo estivo dovuto non tanto al virus che diminuisce la possibilità di contagio, quanto al fatto che d'estate ci sono meno occasioni di stretto contatto in luoghi chiusi. Ricordiamoci però che nell'emisfero sud ci sarà ancora freddo, quindi mi aspetto un calo qui, non un calo globale.

Chi sono i soggetti più a rischio?

I dati ad oggi indicano che si infettano più gli adulti che i bambini e le bambine in età pediatrica. E' a rischio chi ha patologie gravi e gli anziani che hanno già delle altre patologie e un calo delle difese immunitarie dovuto all'età

Quanto dura il periodo di incubazione?

Circa cinque giorni/una settimana, ma ci sono anche dei casi limitati in cui questo periodo si allunga fino a circa dieci giorni. Il virus ha una crescita: più le particelle virali aumentano, più aumenta la probabilità di contagio. Per questo motivo i picchi di contagio si hanno nel momento in cui si manifestano i sintomi. E' possibile, in rari casi, che ci sia una possibilità di contagio antecedente alla comparsa dei sintomi ma dipende dal contatto e dalla vicinanza con il soggetto la carica virale.

Cosa pensa delle ordinanze in vigore nella nostra regione e dei loro effetti?

Per parlare degli effetti e della loro efficacia distinguerei tra il comportamento delle persone, ovvero l'aspetto psicologico, e il reale pericolo. Le persone sono impaurite e per questo si verificano situazioni come gli assalti al supermercato, ma l'impostazione del Governo e dell'autorità sanitaria è molto prudenziale, necessaria per rallentare il propagarsi dell'infezione. Non c'è allarmismo, non ci sono i presupposti.

Le ordinanze del governo sono molto restrittive, con un impatto molto forte sull'economia. La Regione è stata ed è molto prudente perchè contigua ad una regione in cui sono stati registrati alcuni casi. Con queste misure si vogliono evitare spostamenti nei luoghi affollati e assembramenti. Questo non significa smettere di uscire di casa; ognuno è libero di fare la propria vita, ma con un po' di prudenza. In primis bisogna stare attenti al contatto fisico con le persone, poi, naturalmente, è necessario adottare norme di buona condotta che comunque andrebbero mantenute sempre.

Bisogna anche ricordare che abbiamo anche delle responsabilità nei confronti degli altri. Oggi, in Europa, siamo noi la Cina e dobbiamo non solo proteggerci, ma proteggere anche gli altri.

Ci parli del virus

All'ICGEB ci occupiamo dell'interazione del virus con le cellule e sviluppiamo test e terapie. Ci sono due tipi di test: quello che c'è ora in circolazione, ovvero il tampone, è molecolare, ovvero identifica il virus circolante nell'organismo. Il caso zero non si trova perchè, una volta guarito, il virus scompare e non è più tracciabile. Per questo è necessario un test sierologico con il quale si verifica la presenza degli anticorpi. Inoltre il virus va monitorato costantemente, lo facciamo ogni volta che lo isoliamo. E' già successo: prima circolava negli animali e poi, per una mutazione, è arrivato all'uomo.

Qualche consiglio?

State tranquilli, agite con calma e buonsenso. Seguite le indicazioni e, nel caso vi sentiste male, non autodiagnosticatevi ma chiamate il 112 o il numero verde 800500300

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