Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

"Maglietta rossa", il Silp con Don Ciotti

All'iniziativa lanciata per il 7 luglio partecipa anche il Sindacato Italiano dei Lavoratori della Polizia di Stato. Tra le associazioni presenti anche Medici Senza Frontiere, Amnesty International Italia, Uisp, Fiom Cgil e Articolo 21.

foto d'archivio

Il Sindacato Italiano Lavoratori Polizia di Stato aderisce all'iniziativa"Maglietta rossa" lanciata da Don Ciotti per la giornata di sabato 7 luglio.
 

Il SILP CGIL FVG aderisce, insieme ad associazioni, comitati, scuole, musicisti, giornalisti, scrittori, singoli cittadini, all'appello “Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità” da indossare sabato 7 luglio. Iniziativa lanciata da Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele, Francesco Viviano, giornalista, Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI.

Chi aderisce

L'organizzazione si aggiunge ad Acli, Medici Senza Frontiere, Amnesty International Italia, Uisp, Fiom Cgil, Articolo 21, Un ponte per, Giustizia e Libertà e anche a Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, Giuseppe Catozzella, Lorenzo Marone.

La foto del piccolo Aylan come simbolo

"Di rosso - scrive il sindacato - era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo". "Di rosso- si legge nell'appello di Don Ciotti- erano vestiti i tre bambini annegati nei giorni scorsi davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Le parole di Don Ciotti

“Non basta piu' indignarci - commenta Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele - oggi bisogna provare disgusto, un disgusto che deve risvegliare le coscienze e salvarle da una passività che le rende complici. La maglietta rossa da indossare è un segno e i segni sono importanti ma poi bisogna organizzare il dissenso, trasformandolo in progetti e speranze. Il vero cambiamento passa dai fatti, dal loro linguaggio silenzioso ma profondamente chiaro e vero.”

Il commento del Silp 

"Ci è sembrato importante - ha dichiarato Michele Tarlao, segretario regionale del sindacato - condividere i contenuti di un’iniziativa nella quale ritroviamo i valori della nostra organizzazione e una visione umanitaria che appartiene alle nostre lavoratrici e ai nostri lavoratori, molti dei quali sono impegnati nei servizi di assistenza e soccorso lungo le coste, ai confini terrestri e su tutto il territorio nazionale. Lavoratrici e lavoratori che, oltretutto, sono posti davanti allo straordinario carico di sofferenza umana, personale e professionale del fenomeno migratorio". "Indossiamo una maglietta rossa anche noi poliziotte e poliziotti - ha concluso Tarlao - perché abbiamo la pretesa di chiedere che si agisca affinché nessuna madre e nessun padre debba far indossare una maglietta rossa al proprio figlio per sfuggire alla fame, alle guerre, alle persecuzioni e alla morte".
 

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