Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Esercizio abusivo della professione: tassista nei guai

L'uomo aveva assunto un presunto genero sfruttando un contratto di collaborazione famigliare come prevede il Regolamento Comunale, ma la Polizia Locale ha scoperto che non c'era nessuna parentela tra i due. La denuncia è arrivata da un altro tassista

foto di repertorio

Nei giorni scorsi, un tassista si è avvicinato a una pattuglia di Polizia Locale in servizio in piazza San Giovanni e per segnalare una probabile situazione di esercizio abusivo della professione: un collega ha assunto il presunto genero con un contratto di collaborazione famigliare, fattispecie contemplata nel Regolamento Comunale, ma ovviamente a patto che il collaboratore abbia realmente vincoli di parentela col titolare della licenza.

Dai primi controlli, sul genero e sui documenti autorizzativi depositati in Comune, la situazione è in regola: il collaboratore - nero su bianco - viene citato con nome, cognome e grado di parentela. La pattuglia però, prima di archiviare la pratica, decide di rivolgersi all'Ufficio dello Stato Civile per un'ultima verifica: qui scopre, invece, che il giovane non può essere genero di nessuno perché non è mai stato sposato.

A questo punto il titolare della licenza, oltre a perdere il nulla-osta all'impresa famigliare, dovrà anche rispondere in Tribunale di aver dichiarato il falso su un atto pubblico

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