Lavoratori Ferriera, il sindacato smentisce le dichiarazioni della Regione

"Le ultime dichiarazioni apparse a mezzo stampa da parte dell'Assessore Rosolen sugli ex- lavoratori in somministrazione di Arvedi continuano a suonare ridondanti e non corrette".

Le ultime dichiarazioni apparse a mezzo stampa da parte dell'Assessore Rosolen sugli ex- lavoratori in somministrazione di Arvedi continuano a suonare ridondanti e non corrette. Questo quanto sostenuto dal sindacato NIdiL CGIL dopo che l'assessore al lavoro Alessia Rosolen ha dichiarato che 52 lavoratori interinali della Ferriera su 66 hanno trovato lavoro. Secondo il sindacato basterebbe "interpellare gli interessati per scoprire che la situazione è ben diversa da quella descritta". "Al di là di quei 14 lavoratori - ha spiegato il sindacato in una nota - che a vario titolo risultano impegnati in determinati corsi o che, diversamente, hanno rifiutato di prendervi parte e solo per quest'ultimi la Regione può vantare un qualche merito, il dato falsato risulta senz'altro quello dei 52 occupati che da un lato serve alla Regione nei confronti dell'opinione pubblica"

I 52 lavoratori

"I 52 lavoratori che risultano occupati, di cui l'assessore ha conoscenza, sono in continuazione di contratto di lavoro presso le agenzie interinali con il quale entrarono all'interno di Arvedi (chi prima, chi dopo). Ma questo non vuol dire che siano occupati, che stiano lavorando. Seppur alcuni di loro (pochi) ad oggi siano stati ricollocati presso altre aziende, la restante parte continua ad essere a casa senza un lavoro e con solo la miserrima indennità di 650€ netti garantita dalle ApL". Il sindacato ha quindi evidenziato che "chi è riuscito ad essere ricollocato dalle agenzie in molti casi lo è stato per pochi mesi in sostituzione ferie e, in ogni caso, sempre con contratti brevi rinnovati di mese in mese che non garantiscono alcuna prospettiva ne alcuna stabilità, quindi una realtà ben lontana dalle promesse fatte. Ricollocazione che, va detto, è avvenuta esclusivamente su iniziativa dei lavoratori stessi o delle agenzie nel quale lavorano, non certo grazie all'interessamento delle Istituzioni. Ma siccome sulla carta risultano “occupati” in forza di quel contratto, la politica ritiene evidentemente che il problema sia risolto".

La questione dei percorsi formativi

Il sindacato ha quindi voluto fare luce sui percorsi formativi predisposti per Fincantieri (o per l'indotto). "L'Assessore già il 10 luglio faceva riportare a mezzo stampa che “per partecipare ai corsi, essere disoccupati non è un requisito necessario”; frase che venne prontamente smentita tanto da questa O.S. quanto dallo stesso Centro per l'Impiego che nei giorni successivi comunicò a tutti gli interessati l'impossibilità di partecipare ai corsi per mancanza dei requisiti. Nelle ultime dichiarazioni questa sembra invece essere diventata un assioma sempre sostenuto e risaputo da parte della Regione. Il punto dove troviamo massima condivisione con l'assessorato al lavoro riguarda la latitanza del Ministro Patuanelli, che ha già mostrato più volte l'inadeguatezza al ruolo e la pochezza della sua azione politica".

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La situazione dei lavoratori

"I lavoratori sono a casa. Le promesse risalenti a giugno sull'assorbimento da parte di Icop-plt degli interinali non hanno più avuto seguito, accodandosi alla lunga sfilza di false promesse ormai bollabili come mera propaganda politica. I lavori di smantellamento e riconversione della ferriera sembrano procedere a rilento rispetto al cronoprogramma e il sito dell'area a freddo è rimasto cristallizzato, senza che alcun lavoro, neanche il più banale, sia stato iniziato per i lavori di costruzione gli impianti di zincatura e verniciatura previsti dall'Accordo di Programma; eppure c'è chi per aver promesso quei lavori ha intascato milioni di euro, portandone una parte lontano da Trieste, il tutto sempre e comunque sulle spalle dei soggetti meno degni di tutela da parte della politica ad ogni livello, ossia i lavoratori e le loro famiglie. Chi riesce a ricollocarsi lo fa con le sue forze; chi doveva dar seguito alle proprie promesse o si auto-elogia per risultati che nessuno dei lavoratori ha mai visto o, peggio, scompare vilmente negandosi al confronto. Non permetteremo che i riflettori si abbassino sulle vite di queste numerosissime famiglie, vittime di interessi politico- imprenditoriali mal gestiti fin dalla prima ora".

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