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Giovedì, 22 Febbraio 2024
La cerimonia

Trieste accoglie il nuovo vescovo Enrico: "Confido sul vostro sostegno generoso e intelligente"

Alla cattedrale di San Giusto la cerimonia di insediamento del nuovo vescovo di Trieste e il passaggio di consegne con Monsignor Gianpaolo Crepaldi

TRIESTE - "Devo imparare a fare il Vescovo. Confido sulla vostra misericordia (e chiedo scusa fin da ora per i miei limiti) e sul vostro sostegno generoso e intelligente, perché impari a cogliere l’aiuto di Dio che viene incessantemente, non solo per la sua grazia che illumina il cuore, ma anche per la testimonianza di questo santo popolo di Dio".  Con queste parole il nuovo vescovo di Trieste Enrico Trevisi ha salutato la folla di fedeli che oggi lo ha accolto nella giornata del suo ingresso nella diocesi di Trieste. Alla cerimonia di insediamento, tenutasi nella cattedrale di San Giusto, hanno assistito centinaia di fedeli, diversi dei quali arrivati da Cremona. Gremito anche il piazzale antistante il Monumento ai caduti, dove è stato predisposto un maxischermo per assistere alla celebrazione, con 400 posti a sedere. Prima dell'arrivo alla cattedrale di San Giusto il vescovo, nel primo pomeriggio, ha incontrato le famiglie, i bambini e ragazzi della diocesi, coordinati dal Servizio per la Pastorale della Famiglia, presso il Santuario di Monte Grisa.

Una celebrazione solenne, ma allo stesso semplice, alla presenza di mons. Crepaldi, che ha ceduto il testimone dopo aver guidato la Chiesa diocesana triestina per 13 anni. Tra le autorità civili e religiose, presenti anche il Patriarca di Venezia e presidente della Conferenza Episcopale Triveneto Francesco Moraglia e il sindaco Roberto Dipiazza. La celebrazione è stata presieduta da mons. Crepaldi che ha rivolto parole di benvenuto al vescovo Enrico. Per Crepaldi oggi è "un giorno di grazia e di gioia di cui essere profondamente riconoscenti al Signore per averci affidato alla cura pastorale di Mons. Enrico che ci aiuterà ad avanzare con sicurezza sul cammino della perfezione cristiana". "Ora siamo invitati tutti – sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, fedeli laici – a stringerci con affetto e nell’obbedienza al nuovo vescovo, assicurandogli la nostra fervorosa preghiera perché possa espletare con fedele generosità il suo ministero".

Nel suo discorso Moraglia ha ringraziato Monsignor Crepaldi per il suo operato e ha dato il benvenuto al nuovo vescovo Enrico."Quando un vescovo succede ad un altro ed inizia il suo ministero episcopale, allora, si tocca con mano come la Chiesa sia una realtà che ci precede, che è prima di noi, è con noi e rimarrà dopo di noi”. "Insieme e uniti, capaci di ascoltare le ragioni di ognuno nel rispetto di tutti, abbiamo il dovere di costruire una società più giusta" ha dichiarato  Dipiazza ricordando le parole di Papa Giovanni Paolo II che "proprio da questo colle di San Giusto, nel 1992, esortava Trieste ad essere "patria del dialogo". Il sindaco ha quindi augurato al nuovo vescovo un buon cammino. "Le saremo vicini e condivideremo con lei le gioie e i dolori, cercando di essere giusti e misericordiosi, come ci insegna quel Padre Nostro che ci dà il pane quotidiano e che oggi ringraziamo in modo  particolare, anche per averci donato lei, nuova guida della nostra Chiesa e della diocesi di Trieste".

"Con tristezza guardiamo al mondo di oggi ancora insanguinato da tante guerre fratricide, da tanti massacri, da tanta miseria che genera profughi, che alimenta disperazione", ha evidenziato il Vescovo Trevisi nella sua omelia, nella quale non è mancato un pensiero ai lavoratori di Wartsila e a tutti coloro che vivono un momento di incertezza. “A volte la tristezza è per l’apprensione per i posti di lavoro, per il futuro delle famiglie, per un’economia e una politica che non trovano le giuste tutele per i giovani, per le donne, per le persone fragili. Non vuole essere un’accusa, ma la costatazione che abbiamo davanti tutti un lavoro immenso, che tutti siamo chiamati a partecipare per la costruzione di una città dell’uomo più conforme a una famiglia umana dove ciascuno possa sentirsi a casa, dunque accolto, stimato, protetto, valorizzato". Il Vescovo ha quindi esortato i fedeli a “riprendere la missione”, invitandoli a non “annunciare il Vangelo da fermi, chiusi alla scrivania o al computer" facendo polemiche come “leoni da tastiera e surrogando la creatività dell’annuncio con "il copia-e-incolla di idee prese qua e là". "Il Vangelo si annuncia muovendosi, camminando, andando”. Una missione che ritroverà un senso “solo coltivando la nostra spiritualità, dentro il cammino amaro della vita, con le ingiustizie e le cattiverie che subiamo e anche di quelle che ci vedono complici" e "solo coltivando l’ascolto di un Dio".

Trieste accoglie il nuovo vescovo Enrico | Foto di Giovanni Aiello

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