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Riforma Insiel, i lavoratori: "Oggi si chiede la digitalizzazione del paese, ma la politica non ascolta"

"L’attuale politica si dimostra incapace di agire nel concreto per la cittadinanza e il territorio che l’ha designata, ma considera il fattore economico come unico metro di misura"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota stampa firmata da RSU Insiel e USB Trieste

I lavoratori di Insiel, ben consci delle enormi difficoltà economiche e lavorative causate dall’emergenza epidemiologica da Covid 19, si rendono conto altresì che in questa fase l’azienda non persegue completamente il fine di supportare il territorio e i suoi cittadini. Con preoccupazione i lavoratori e i sindacati hanno appreso dalla stampa che l'assessore Callari ha in serbo per il 2021 una riforma del sistema informativo. La richiesta di chiarimento indirizzata allo stesso assessore dai rappresentanti dei lavoratori, ha subito un netto diniego.

Questo spaventa seriamente visto che l’attuale politica si dimostra incapace di agire nel concreto per la cittadinanza e il territorio che l’ha designata, ma considera il fattore economico come unico metro di misura. L’Insiel, in un periodo come questo in cui si chiede a gran voce la digitalizzazione del paese, dopo aver predisposto il portale Sesamo, che mette a disposizione dei cittadini della regione un completo quadro sanitario e dà risposte in tempi brevissimi agli esiti di screening e tamponi, non è stata attivata, per predisporre anche ulteriori importanti servizi, come ad esempio l’attivazione dell’account Spid, indispensabile in questa fase per mettersi in contatto con l’amministrazione pubblica, offrendo magari come valore aggiunto, un adeguato supporto tecnologico ai cittadini più anziani. I lavoratori chiedono che Insiel sia protagonista nella digitalizzazione del paese, che nell’utilizzo del lavoro agile non si sottovalutino le difficoltà che in alcuni settori questa modalità di lavoro ha evidenziato con l’isolamento dei lavoratori stessi rispetto le loro realtà, che venga superata l’assenza di una vera strategia di governance ferma alla pubblicità politica. La situazione infatti crea allarme per il futuro dell’azienda stessa e di tutto il territorio, considerato che l’Insiel è un’azienda pubblica quindi di proprietà dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.

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