"Doccia al profumo di gas", post shock di Ramazzina: "Riferito a chi accetta tutto, non agli ebrei"

"Se continuate così arriverà un treno vi faranno salire e vi porteranno a fare una doccia al profumo di gas" questo il testo integrale del post apparso stamattina. Ramazzina: "Riferito al popolo inerme che accetta tutte le imposizioni, non certamente al popolo ebraico"

"Se continuate così arriverà un treno vi faranno salire e vi porteranno a fare una doccia al profumo di gas". Il post shock è "firmato" da Enrico Ramazzina, noto proprietario delle palestre California a Trieste che nella mattinata di oggi 11 novembre ha pubblicato un testo divenuto oggetto di segnalazione tra gli organi locali di informazione. L'immagine ferroviario che anticipa la "doccia al profumo di gas" rimanda a pagine drammatiche della storia novecentesca, quella  della cosiddetta "soluzione finale" applicata dal regime nazista durante la Seconda guerra mondiale ai danni di sei milioni di ebrei. 

Un post discusso

Un post che per l'appunto non è passato inosservato, scatenando diverse reazioni anche per il fatto che Ramazzina è personaggio celebre a Trieste e dintorni, in virtù del suo passato di successo da bodybuilder e oggi di imprenditore con interessi che spaziano dalle palestre alle case di riposo. Raggiunto telefonicamente da TriestePrima, Ramazzina chiarisce il senso del post: "Dopo i primi giorni in cui le persone sembravano interessate al problema degli imprenditori in difficoltà, oggi nessuno ne parla più. Per questo ho scritto quelle parole, che sono rivolte al mondo dell'economia e volevano essere solamente una provocazione".  

"Avrebbe potuto usare altre parole?"

Secondo Ramazzina non ci sarebbe alcun riferimento allo sterminio del popolo ebraico. "Non sono uno che appoggia il nazismo, sono sempre stato dalla parte di chi ha subìto e mi sono sempre schierato dalla parte dei giusti". "Le parole utilizzate evocano pagine tragiche del passato, non avrebbe potuto usarne altre?" questa la domanda rivolta da TriestePrima a Ramazzina. "Sì, certamente ma lo sfogo è riferito al fatto che la gente ormai si è adeguata a questa situazione dove gli altri decidono il tuo futuro professionale e la maggior parte delle persone se ne sta in silenzio". 

La preoccupazione

Se tra i commenti apparsi emerge quello di un utente che scrive in dialetto triestino "alla Rizijera basta farghe un 2 modifike e se parti a pieno regime, tutto kva, non vedo dove sia el problema", dall'altro lato Ramazzina ci tiene a sottolineare il fatto di avere "54 persone a casa che non lavorano. Dopo le prime proteste, oggi nessuno fa più niente. Siamo preoccupatissimi, giro per la città nel nulla e credo che chiunque in questo momento abbia un'attività - non la grossa industria - stia soffrendo. Lo Stato impone e il popolo accetta tutte le condizioni, siamo inermi di fronte a questa situazione. Mi sono svegliato questa mattina con il pensiero di fare 50 stipendi e ho pubblicato quel post, solo uno sfogo personale, niente di più". 

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