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A Parola data: " Parole d'Ordine "

A frugare negli archivi storici possiamo trovare con una certa facilità gli slogan, ovvero quelle affermazioni categoriche e in qualche misura piene di senso programmatico, che hanno contraddistinto le campagne elettorali che si sono tenute nel...

A frugare negli archivi storici possiamo trovare con una certa facilità gli slogan, ovvero quelle affermazioni categoriche e in qualche misura piene di senso programmatico, che hanno contraddistinto le campagne elettorali che si sono tenute nel nostro Paese, quanto meno dal 1948 in poi.

Nei primi tempi si parlava di libertà, di eguaglianza, di scelte atlantiste o il loro contrario.
Erano d'altronde gli anni delle grandi scelte di campo o della immani emergenze sulle quali andare a intervenire.
Poi le questioni sono via via mutate per cui nessuno poteva prescindere dal lavoro o dalla solidarietà.
E poi famiglia, ambiente, energia. ( NELLA FOTO ATTILIO BEFERA DIRETTORE AGENZIA DELLE ENTRATE )
Oggi, comunque ognuno di noi la pensi, il tema dell'economia è quello sul quale battere di più.
Economia? Sì, ma da quale punto di vista?
Le varie formazioni politiche, ad esempio, sanno che il debito pubblico italiano potrebbe in qualche misura essere sanato con politiche economiche di tipo inflattivo sulla scia di quanto si è fatto per lungo tempo fino ai mitici primi anni 90, ma ora l'Europa non lo consente.
Unica manovra possibile risulta pertanto essere quella della riduzione della spesa pubblica e di un eventuale aumento delle tasse, ma con esiti quali la generale riduzione del potere di acquisto e con effetti di un pressoché sicuro impatto recessivo.
Un bel rebus.

Intanto però il Governo Monti ha varato le misure che vanno sotto il nome di "redditometro" che vogliono definire i livelli di spesa possibili in base al reddito del singolo contribuente.
Un modo piuttosto subdolo per tenere d'occhio i comportamenti dei cittadini, specialmente di quanti sono abituati a sfuggire o a eludere i propri impegni con il fisco.
Le varie forze politiche non è che si siano date le pacche sulle spalle per il sollievo, anzi, ma le critiche mosse all'Esecutivo di Mario Monti non è che si siano sprecate.

Pare di poter dire, invece, che il più efficace è stato Beppe Grillo quando ha affermato "il redditometro? E' un ulteriore studio di settore, ma ancora più iniquo del solito in quanto lo Stato vuole che io dimostri cosa faccio dei miei soldi, magari di quelli che mi ha regalato mia nonna e dei quali adesso non so più cosa fare ed è meglio che li nasconda nel camper che uso per girare l'Italia per la campagna elettorale. E io dovrei dimostrare allo Stato di cosa faccio dei miei soldi? Che sia lo Stato a dimostrarmi che cosa fa lui dei soldi che noi cittadini gli diamo".

Ecco, a parer mio uno slogan è perfetto quando lo capiscono tutti.
Facile da interiorizzare, potrebbe andar bene come parola d'ordine per una rivolta fiscale.


Simone Momianesi

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