Cronaca

"Abito in Australia ma guardo a Trieste, la città di mio padre. Il mio sogno rovinato dal virus"

La storia di Carmen, figlia di Edoardo, un triestino emigrato in Australia: "Dopo la sua morte ho deciso di trasferirmi nel posto che lui chiamava casa, a lavorare con gli anziani. Adesso devo rimanere qui e non posso nemmeno vedere mia figlia e i miei nipoti, che sono in isolamento. Sono vicina a voi, splendido popolo del Nord Italia"

Una foto di Edoardo, il padre di Carmen

“Il mio cuore si spezza per lo splendido popolo del Nord Italia. Prego per voi ogni giorno. Quando questo incubo sarà finito verrò a Trieste, la città in cui è nato e vissuto mio padre, a portare il mio omaggio”. Questo è il commosso messaggio che la signora Carmen invia alla nostra redazione dall'Australia. Carmen non ha mai visitato Trieste ma è sempre stato il suo sogno. L'ha solo immaginata dai racconti di suo padre Edoardo, triestino emigrato nella terra dei canguri tanti anni fa. L'ha vista in alcune foto, come quella che ci ha inviato, che ritrae un golfo in bianco e nero bello ieri come allora. Intanto, leggendo le notizie sul web, Carmen ci segue da lontano. Per il momento.

Il sogno di Carmen

“Uno dei più grandi rimpianti di mio padre – spiega la signora Carmen - è stato quello di non aver salutato la città che lui chiamava casa. Lui non ha mai parlato molto della sua vita ma quando ha chiamato Trieste 'casa' ho avuto un tuffo al cuore e da quel momento, andarci è stata per me una missione”. Una missione che stava per realizzarsi, fino a che il mondo non si è capovolto da un giorno all'altro a causa della pandemia: “Avere il passaporto dall'Australia è stato un processo lungo, il mio piano era trasferirmi a Trieste e trovare lavoro nell'assistenza degli anziani. Mio figlio più giovane stava finendo le scuole quindi il mio sogno stava per realizzarsi. Poi le cose nel mondo, e soprattutto in Italia, sono cambiate”.

Una storia familiare travagliata

Un desiderio forte e con radici ataviche, che nasce da una storia familiare travagliata: “Il fratello di mio padre è morto in un incidente durante un'arrampicata negli anni 50, aveva già perso il padre quando aveva 4 anni a causa di una sparatoria e sua madre probabilmente era stata deportata dai tedeschi nella seconda guerra mondiale. I due figli erano stati collocati in una casa famiglia, dove crebbero. Proprio quando la vita sembrò sorridere loro, accadde il tragico incidente. Ora la mia speranza è quella di trovare la tomba di zio Girolamo e fare in modo che mio padre, “Eddie”, riposi insieme a lui”.

Adesso questa piaga chiamata Covid 19, che ha sbarrato le connessioni tra i popoli e che sembra voler pietrificare il mondo, non ha fatto che rafforzare la volontà di Carmen: “Questo virus insidioso ha rovinato il mio sogno e questo mi fa sentire come se ora dovessi essere lì, ad aiutare e a trovare uno scopo in più nella vita, visto che sto invecchiando anch'io”. 

Il coronavirus in Australia

Ma come sta rispondendo l'Australia alla pandemia? “Gli australiani – spiega la signora - non stanno dedicando la giusta attenzione alla devastazione del Nord Italia. Il nostro governo ha chiuso i voli internazionali e sta mettendo in quarantena gli australiani che rientrano, tramite Polizia ed esercito”. Al momento Carmen vive queste preoccupazioni in prima persona: “Sono stata in isolamento per due settimane aspettando i risultati del mio test e sono risultata negativa. Una parte di me avrebbe desiderato essere positiva perché non ero stata così male e avrei desiderato avere gli anticorpi necessari per uscire di casa e fare la mia parte in questa battaglia. Per il momento posso lavorare da casa ma tanta gente ha perso il lavoro quando hanno chiuso il settore alberghiero. La separazione dai miei parenti e amici mi sta mettendo molto in ansia”.

Speranze e paure

Carmen si riferisce soprattutto a sua figlia, che soffre d'asma ed è in isolamento per tre mesi in quanto soggetto a rischio. La mamma è riuscita a trasmetterle il suo l'amore per Trieste e lei ha avuto modo di visitarla insieme a suo marito lo scorso novembre. “Non posso vedere né lei né i miei nipoti in questa situazione. Sono molto spaventata”, ci spiega Carmen, e fa a se stessa una promessa, che le auguriamo di poter realizzare: “Niente mi fermerà dal tornare a Trieste, vedo me stessa camminare per le strade dove mio padre ha camminato, non solo per respirare le sue memorie ma per aiutare i vostri anziani, e con il cuore pesante, verrò a dirvi quanto mi dispiace per ciò che vi sta succedendo”.

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