Cronaca

Abolizione del bonus bebè, Regione: «Meglio servizi continuativi che "una tantum"»

11.12 - L'assessore Telesca: «La Giunta regionale non ha abrogato la norma ma ha ritenuto prioritario finanziare la produzione di servizi continuativi. L'augurio è di disporre in futuro di risorse per potere ritornare a finanziare provvedimenti saltuari»

«La Giunta regionale non ha abrogato la norma alla base dei fondi per il bonus bebè ma ha ritenuto prioritario finanziare la produzione di servizi continuativi. L'augurio è di disporre in futuro di risorse per potere ritornare a finanziare provvedimenti saltuar». Lo precisa l'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca ricordando che, a fronte di un calo delle risorse a bilancio, la Giunta si impegna comunque a difendere il sistema di welfare del Friuli Venezia Giulia, puntando sul finanziamento di servizi continuativi.

«In tempi di crisi economica - spiega Telesca - bisogna definire chi si trova in una situazione di grave difficoltà: rispetto ai tempi dell'abbondanza la definizione è inesorabilmente più restrittiva e mirata». Proprio per questi motivi la Giunta punta ad una politica di provvedimenti coerenti che non siano, per quanto possibile, una tantum, ma prevedibili e sicuri, a tutto vantaggio della programmazione familiare.

In riferimento al contrasto al disagio economico, la Regione sostiene le famiglie con minori attraverso due misure: il Fondo solidarietà, finanziato nel 2014 con 11,5 milioni di euro e la carta acquisti (social card), finanziata con 3 milioni di euro. Si tratta di una misura nazionale a favore di famiglie con minori al di sotto dei tre anni ovvero di persone ultra sessantacinquenni.

Lo Stato prevede un contributo mensile di 40 euro che la Regione integra con ulteriori 60 euro per un totale di 100 euro mensili. Per minori con genitori separati, vi è un ulteriore intervento di sostegno al mantenimento.

Gli ulteriori assi del welfare in Friuli Venezia Giulia sono la Carta famiglia (finanziata nel 2014 con 9 milioni di euro), i fondi in favore delle famiglie per l'abbattimento delle rette pagate per la frequenza dei bambini ai servizi per la prima infanzia (nidi d'infanzia e servizi integrativi, finanziati con 4 milioni di euro), il FAP- Fondo per l'Autonomia Possibile (finanziato con 32 milioni di euro), i fondi destinati al sostegno delle persone disabili (finanziati con 40 milioni di euro).

Ulteriori contributi sono previsti a favore dei gestori pubblici, privati e del privato sociale di nidi d'infanzia per abbattere l'aumento del costo delle rette e sostenere la qualità dei servizi. Inoltre, la Regione destina, in aggiunta a quanto speso dai Comuni, circa 70 milioni di euro per sostenere i Servizi sociali.

Infine, la Regione ha attivato altri interventi in favore delle famiglie con minori, quali, ad esempio, i contributi per i costi di trasporto scolastico e per l'acquisto dei libri di testo.

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