Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca Via Sant'Anastasio

Accampamento abusivo in via Sant’Anastasio: materassi, sacchi a pelo, ciabatte e giocattoli (FOTO)

La denuncia viene dai social, dal gruppo Trieste #sepolfar della leghista Monica Canciani. L'autrice delle foto: «Hanno risposto che non si può intervenire perchè privato»

A poco più di un anno dall'ultima segnalazione di degrado nella zona tra via Sant'Anastasio e i civici dal 13 al 15 di via Udine, ossia nel palazzo dell'ex direzione regionale delle Poste e più tardi alcuni dipartimenti dell’Università. 

Sacchi a pelo e coperte, pantaloni, maglie, indumenti appesi, altri messi ad asciugare o gettati a terra. E poi borsoni pieni di immondizie, cartoni, cartacce, avanzi di pasti preconfezionati, bottiglie. Uno spettacolo indecente che sta mandando su tutte le furie gli inquilini delle case sistemate nel medesimo complesso. L'autrice delle foto denuncia: «Hanno risposto che non si può intervenire perchè privato».

Non è chiaro se si tratti di nomadi, profughi o un gruppo di senzatetto: l'accampamento durante il giorno resta vuoto e solo la sera si popola: le ciabatte di piccola taglia e il trattore poi fanno intendere che tra coloro che hanno scelto questa dimora di fortuna vi sia almeno un bambino. 

Teoricamente però qualcosa si potrebbe fare: infatti, come per il Silos (che ultimamente si è nuovamente ripopolato di profughi in attesa di migliore sistemazione o sprovvisti dei requisiti per l'accoglienza), il Nuovo regolamento di Polizia Urbana, all'articolo 14 comma 2, impone a «i proprietari o i possessori a qualsiasi titolo di edifici disabitati, in stato di abbandono o comunque inutilizzati, devono porre in atto le misure necessarie ad impedire ogni forma di invasione od occupazione da parte di terzi, provvedendo ad assicurare l’integrità delle recinzioni, la chiusura dei varchi e dei cancelli, degli accessi all’edificio attraverso porte o finestre, eventualmente tamponando i fori con murature o installando inferriate o altri idonei presidi stabili, nel rispetto della vigente normativa in materia edilizio-paesaggistica»; per questo comma è prevista anche una sanzione da 500 euro, oltre all'obbligo di provvedere quanto prima a quanto imposto dal regolamento.

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