Coronavirus: ok alle visite ai parenti nelle Rsa, ma solo per ospiti no-Covid

Il via libera arriva dal vicegovernatore Riccardi con l'applicazione di protocolli che definiscono le modalità di accesso dei familiari

"L'accesso nelle Residenze per anziani da parte di familiari e parenti è consentito esclusivamente per ospiti COVID negativi e limitatamente ai casi indicati dalla Direzione sanitaria". Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi rispondendo oggi in aula ad una interrogazione al riguardo. L'esponente dell'esecutivo ha evidenziato che "riguardo alla necessità di una graduale ripresa dei contatti tra gli anziani e i loro parenti, lo scorso 29 maggio è stata inviata ai direttori generali, sanitari e socio sanitari delle Aziende, una specifica nota a firma del Direttore centrale salute".

Quest'ultimo documento fa riferimento a quanto disposto dal Dpcm del 17 maggio 2020, in cui si stabilisce che l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura. Quest'ultima è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione e fornisce alcuni chiarimenti e aggiornamenti rispetto alle indicazioni trasmesse con precedente nota del 6 aprile scorso.

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"Pertanto - ha spiegato Riccardi - l'accesso nelle Residenze per anziani da parte di familiari e parenti è consentito esclusivamente per ospiti Covid negativi e limitatamente ai casi indicati dalla Direzione sanitaria della struttura o dal suo direttore generale, che potrà avvalersi - dove lo ritenesse necessario - della consulenza dei medici di medicina generale di competenza. La Direzione della Residenza deve adottare specifici protocolli che definiscono le modalità di accesso dei familiari e tutte le misure di sicurezza impiegate per garantire la tutela della salute di operatori, utenti e visitatori. Questi protocolli - ha concluso il vicegovernatore - devono essere trasmessi all'Azienda sanitaria territorialmente competente e essere predisposti tenendo in considerazione specifiche raccomandazioni che vengono dettagliate nella nota stessa".

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