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Profughi ad Aquilinia: la prefetto Porzio incontra i cittadini, ma le rassicurazioni non bastano (FOTO e VIDEO)

Momenti di tensione (verbale) durante l'incontro pubblico promosso dal Comune di Muggia: «La prima volta che un commissario di Governo si prende l'onere di incontrare la popolazione e la ringrazio personalmente», ha sottolineato la sindaco Marzi

Urla e risa di dissenso, qualche dito medio, frasi come «vergogna», «prima i terremotati» o «portali a casa tua». L'incontro pubblico che la prefetto di Trieste Annapaola Porzio ha chiesto di organizzare alla sindaco di Muggia Marzi probabilmente non è andato come si aspettava la commissario di Governo. Tra le oltre 200 persone (numero che ha costretto al cambio in corsa della sala con il trasferimento nella palestra della scuola a fianco la "Casa Primavera") c'erano muggesani, ma anche politici e triestini, d'altronde il tema dell'accoglienza ormai è trasversale e interessa tutti, chi animato dalla vera preoccupazione, chi ad animare questa preoccupazione.

Molti dunque i momenti concitati dell'incontro riguardo l'arrivo dei profughi all'ex asilo delle canossiane durante il quale va riconosciuto comunque coraggio alla prefetto, «è la prima volta che un commissario di Governo si prende l'onere di incontrare la popolazione e la ringrazio personalmente - sottolinea la sindaco di Muggia Laura Marzi -. Come ha detto il vescovo Crepaldi, "non abbiate paura": le cose saranno controllate al 100 per cento».

Dal canto suo Porzio, microfono in mano, ha cercato in tutti i modi di spiegare le ragioni (e l'obbligo imposto dalla legge) della sua decisione, sottolineando che «sono da febbraio in provincia di Trieste e ci sono state quattro tornate di spostamenti verso altre province del Paese: non potevamo attenderci un flusso terrestre così intenso in Regione e Monrupino e Trieste non possono più accoglierne». 

«Spero di riuscire a dare rassicurazioni, non ci sarà nessuna invasione e non porteremo più di venti persone per un periodo breve: la struttura non si presta a un'accoglienza degna né prolungata - spiega Porzio ai cittadini -. I migranti saranno qui solo per dormire, controllati da un "custode"».

 

Alla fine dell'ora e mezza di "scontro" verbale tra la prefetto e i cittadini, questi ultimi sono andati via rassegnati e infuriati: «La struttura era inagibile per i bambini, ora per i profughi è agibile?», «non ci sentiamo sicuri, dovrò installare le telecamere di sicurezza a casa», «chi mi assicura che di notte questi non andranno in giro?», «perchè gli stessi soldi non vengono utilizzati per accogliere i terremotati?». Domande a cui la Prozio ha cercato di rispondere per un'ora e mezza, rassicurando «mi sento di garantire la sicurezza e sono sicura non ci saranno problemi». Insomma più che un dibattito, è stato un momento di sfogo offerto ai cittadini che più volte hanno affermato di essere «arrivati allo stremo, non ce la facciamo più».

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