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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Profughi, Cosolini ribadisce il "no" al centro di accoglienza

Il sindaco conferma la volontà di non voler aprire un centro accoglienza in città «altrimenti gli arrivi aumenterebbero. Lasceremo dei posti liberi nelle strutture esistenti per far fronte alle emergenze»

Dopo la chiusura del Silos (questa volta sembra definitiva) c'è il rischio che i profughi nuovi arrivati non abbiano un posto dove andare, com'è successo lunedì sera quando un gurppetto di quindici si è accampato nel sottopassaggio di piazza Libertà ed è dovuto intervenire direttamente il sindaco per superare l'enpasse che si era creata. Le pressioni dell'Ics e questo recente episodio non smuovono Roberto Cosolini dalla sua decisione di non voler aprire a Trieste un nuovo centro di prima accoglienza né altre strutture. Daltronde sono mesi ormai che il primo cittadino denuncia l'inalzamento costante dell'asticella in città: siamo ormai prossimi ai 900 assistiti, quando il limite era stato posto a circa 400. 

«Non apro un nuovo centro di accoglienza, altrimenti aumentando la disponibilità dei posti arrivano tutti qua, mentre gran parte dei sindaci, anche di centrosinistra, si stanno girando dall’altra parte» afferma il sindaco che spiega di voler «lasciare liberi 10/20 posti nelle strutture esistenti così da poter far fronte alle emergenze (come quella del sottopassaggio risolta da Cosolini con un paio di telefonate, ndr); nel frattempo deve continuare il sistema dei trasferimenti (a Trieste sono circa 10 gli arrivi giornalieri di profughi, ndr)».

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