Cronaca

Polizia di Frontiera, COISP: "Sempre meno uomini a controllare i confini"

"L'Ufficio Polizia di Frontiera marittima di Trieste sarà presto accorpato con quello della Frontiera Terrestre e ci saranno gravi tagli al personale. Intanto 5000 migranti rintracciati l'anno scorso". La denuncia del sindacato di Polizia

L’Ufficio Polizia di Frontiera marittima di Trieste sarà accorpato con quello della Frontiera Terrestre: una modifica già programmata in base a un decreto ministeriale, che prevede la riduzione degli uffici e del personale in tutta Italia. Come rende noto il COISP (Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di Polizia) sarà quindi creato un unico ufficio dirigenziale ed è prevista una riduzione dell’organico per tutti gli uffici di frontiera della Regione.

5000 migranti rintracciati nel 2019

Lo scorso 13 febbraio c'è stata una riunione presso Dipartimento della P.S. per la riorganizzazione della Polizia delle frontiere e a questo proposito il Segretario Provinciale del COISP Enrico Moscato dichiara che "La risposta che ci saremmo aspettati per fronteggiare l’imponente flusso migratorio sul confine del Nord-est, circa 5.000 persone rintracciate nel 2019, e la necessità di maggiore vigilanza correlata all’espansione territoriale del porto di Trieste, primo in Italia per il tonnellaggio delle merci trattate, sarebbe stata quella di inviare immediatamente del personale di rinforzo e non semplicemente programmare l’accorpamento tra due uffici di Frontiera, che hanno compiti e professionalità diverse".

Quasi 5mila denunce al confine: il 2019 in numeri della Polizia di Frontiera

50 chilometri di confine e 24 di costa

"Non è certamente questa la soluzione- continua Moscato -, anche se la più semplice ed economica, cioè quella di utilizzare gli stessi uomini già a disposizione, lasciando inalterati i numerosi problemi che gli operatori della Polizia di Frontiera devono affrontare giornalmente durante i costanti rintracci di migranti irregolari lungo i circa 50 chilometri di confine terrestre della provincia di Trieste, senza neanche avere a disposizione sulla fascia confinaria con la Slovenia dei locali idonei per la gestione dei migranti".

Secondo COISP sarebbe stata "incauta" la gestione del personale nella Polizia di Frontiera marittima "che ha visto la riduzione negli ultimi due anni di circa il 20 %" e questo tenendo conto dei "24 chilometri di costa interessata dalle infrastrutture portuali. Anche dopo la recente chiusura della Squadra Nautica della Polizia di Stato, è sempre più evidente quanto sia miope una politica della sicurezza per la città di Trieste votata esclusivamente al risparmio, che non ci rassicura, prima come cittadini e quindi come appartenenti alla Polizia di Stato".

"Il CO.I.S.P. - conclude il Segretario Regionale del COISP Domenico Dragotto -, continuerà su tutti i tavoli a rappresentare la necessità di una rivisitazione del progetto dell’Amministrazione della P.S., nell’ottica di un reale incremento delle risorse umane a disposizione della Polizia di Frontiera, in particolare a Trieste, che non può più subire, dopo vari tentativi di chiusura e passaggio di competenze alla Questura, ulteriori intempestivi e fantasiosi progetti di razionalizzazione, mediante l’esclusivo incremento dei carichi di lavoro a danno dei poliziotti la cui età media, lo ricordiamo, è sempre più preoccupantemente alta".

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