Cronaca

“Sulle tracce dei rifiuti”: a Trieste il 97% della differenziata va a recupero

Il report rendiconta il percorso dei rifiuti differenziati nelle filiere della green economy. Gasparetto: «Impegno di Azienda e cittadini per una differenziata di qualità»

Pubblicato il rapporto “Sulle tracce dei rifiuti”: a Trieste il 97% della differenziata va a recupero Il report, disponibile sul sito AcegasApsAmga, rendiconta il percorso dei rifiuti differenziati nelle filiere della green economy. Gasparetto: «è il risultato dell’impegno di Azienda e cittadini per una differenziata di qualità.»

A Trieste quasi il 97% della raccolta differenziata finisce effettivamente a recupero. È questa l’informazione più importante che emerge dal report, appena pubblicato da AcegasApsAmga, “Sulle Tracce dei rifiuti”. Il documento, disponibile sia alla casina dell’Azienda ai mercatini di Natale (piazza S. Antonio), che online all’indirizzo www.acegasapsamga.it/responsabilita_sociale/, rendiconta nella massima trasparenza il percorso compiuto dai rifiuti a valle dei contenitori.

Il rapporto, pubblicato annualmente e certificato dall’ente internazionale indipendente DNV-GL, fornisce una panoramica estremamente ampia sui processi di economia circolare che si attivano grazie all’impegno dei cittadini e dell’Azienda per una corretta raccolta differenziata: dal materiale immesso nelle filiere del recupero, all’impatto positivo sui costi del servizio di raccolta.

Un scarto sulla differenziata di appena il 3% “Sulle tracce dei rifiuti”, dà conto dei risultati raggiunti nell’avvio a recupero da AcegasApsAmga nei territori serviti di Friuli Venezia Giulia e Veneto. Complessivamente, nel 2015 l’Azienda ha mediamente destinato a recupero nei a Trieste il 96,9% di quanto raccolto in modo differenziato (124,6 kg/abitante), a dimostrazione di come gli sforzi di Azienda, Comune e cittadini per una buona differenziata, vadano effettivamente a buon fine e, dunque, ad alimentare le filiere del recupero di materia.

Quindi in media, la quantità di rifiuti scartata dagli impianti nel processo di recupero (perché, ad esempio, non idonea a essere riciclata o inquinata da corpi estranei) è complessivamente di appena del 3,1%. Il dettaglio del recupero per filiera. Nello specifico, i materiali che riescono a essere recuperati al 100% sono: carta/cartone, plastica, legno e ferro. Segue il verde (sfalci e potature) con il 98,8%, l’organico con il 98,4%, i metalli con 92% e il vetro con l’87,1%.

Modello a discarica zero, che produce energia per circa 40mila famiglie. Il 3,1% di scarto della raccolta differenziata sopra citato, si unisce quindi al rifiuto secco non differenziabile, utilizzato dal termovalorizzatore di Trieste nella produzione di energia, che nel 2015 ha generato oltre 100 GWh di elettricità, pari al consumo di circa 40mila famiglie. A questo proposito è utile ricordare che nei territori gestiti da AcegasApsAmga è già stato superato da anni il conferimento in discarica per i rifiuti solidi urbani, la forma di smaltimento certamente più impattante e improduttiva.

Sono 79 gli impianti coinvolti nel recupero della differenziata AcegasApsAmga. Nel report sono riportate 8 mappe, una per ciascun materiale raccolto, che permettono di scoprire quali e dove sono i principali impianti che si occupano del recupero finale dei rifiuti prodotti nei territori gestiti da AcegasApsAmga. In totale le piattaforme coinvolte sono ben 79 (fra cui 42 impianti di produzione plastica riciclata, 6 impianti di compostaggio, 5 pannellifici, 4 cartiere, 2 vetrerie e una fonderia), in cui lavorano 5.600 persone, per un fatturato annuo di circa 2 miliardi di euro.

Si tratta di dati che evidenziano un elevato grado di avanzamento nella transizione da una economia lineare, in cui i prodotti sono destinati a diventare rifiuti e a finire in discarica, a un’economia con più recupero, per questo detta “circolare”. Più qualità, meno costi: grazie alla buona differenziata un risparmio fino a 23 euro all’anno Il rapporto dettaglia in modo molto chiaro anche il contributo che una raccolta differenziata di qualità può dare alle tariffe pagate dalle famiglie. Lo scorso anno, nel territorio servito da AcegasApsAmga, la spesa media per il servizio di igiene urbana di una famiglia media di 3 persone in una casa di 80 mq è stata di 231 euro.

Grazie a una raccolta differenziata di qualità è stato stimato un risparmio di circa 23 euro per famiglia, pari al 10% della bolletta. La legge prevede, infatti, che dai costi del servizio di raccolta differenziata, che vanno a comporre le tariffe, vengano detratti sia i contributi che gestori e Comuni ricevono dal Conai (Consorzio nazionale imballaggi) sia i ricavi derivanti dalla vendita del materiale. Il Conai, che non ha fini di lucro e si occupa di avviare a effettivo recupero i rifiuti di imballaggio, si finanzia tramite i contributi delle aziende che producono imballaggi e la vendita dei materiali raccolti.

In questo modo può riconoscere dei contributi economici a Comuni e gestori, utili a sostenere la raccolta differenziata. Nel 2015 i ricavi ottenuti dal Conai e dalla vendita dei materiali sono stati pari 3,7 milioni di euro, che hanno coperto il 31% dei costi dei servizi per la raccolta differenziata. Separare bene i rifiuti, quindi, fa bene all’ambiente e anche al portafoglio.

«Ancora un passo nella crescita del recupero, che vede protagonisti i cittadini e il Gruppo. Il Gruppo Hera e dunque AcegasApsAmga, è l’unica realtà italiana a realizzare un rapporto del genere – spiega Roberto Gasparetto, Direttore Generale AcegasApsAmga – Lo facciamo perché consideriamo importantissimo offrire la massima trasparenza e puntualità nel rendicontare i risultati raggiunti grazie all’impegno dei cittadini per una raccolta differenziata di qualità. Questi numeri, certificati da un ente indipendente, dimostrano inoltre quanto siano infondate le voci che talvolta ancora emergono, rispetto all’ipotetica inutilità della raccolta differenziata.»

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