Cronaca

Addio alle mascherine all'aperto, ma a distanza di sicurezza: Fedriga firma l'ordinanza

A differenza di quanto trapelato in mattinata, la mascherina sarà obbligatoria negli ambienti chiusi. La nuova ordinanza avrà validità dal 4 al 30 giugno. Sarà comunque necessario portare sempre con sé la mascherina o la protezione per naso e bocca, per poterla indossare all'occorrenza

Foto Aiello

Addio mascherina in Friuli Venezia Giulia con l’obbligo di usarla nei casi in cui non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza. Il discorso vale per le situazioni all'aperto sempre, per quelle al chiuso no, complice un testo legislativo poco chiaro. Dalla lettura del primo articolo – quello che si riferisce alla questione – l'interpretazione sembrerebbe favorisce quanto diffuso in mattinata, e cioè che anche negli spazi chiusi, ma aperti al pubblico (per esempio i locali) la mascherina sarebbe obbligatoria solo nei casi in cui non fosse possibile mantenere la distanza di sicurezza. Quello che però viene esplicitato dagli ambienti vicini al governatore è però chiaro: al chiuso mascherina sempre. È questa la novità principale dell’ordinanza odierna emessa dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, che avrà validità dal 4 al 30 giugno prossimi. Viene inoltre specificato che sarà comunque necessario portare sempre con sé la mascherina o la protezione per naso e bocca, per poterla indossare all'occorrenza.

In conformità alle Linee guida approvate dalla Conferenza delle Regione e delle Province autonome e a quelle deliberate dal Friuli Venezia Giulia, viene inoltre consentita l'apertura delle seguenti attività: ristorazione, attività turistiche, strutture ricettive, servizi alla persona, commercio al dettaglio (ivi compreso quello su aree pubbliche), uffici rivolti al pubblico, piscine, palestre, manutenzione del verde, musei/archivi/biblioteche, strutture turistico-ricettive all'aria aperta, rifugi alpini, attività fisica all'aperto, noleggio veicoli e altre attrezzature, informatori scientifici del farmaco, aree giochi per bambini, circoli culturali e ricreativi, formazione professionale, cinema e spettacolo, parchi tematici e di divertimento, sagre e fiere, servizi per l'infanzia e l'adolescenza, strutture termali e centri benessere, professioni della montagna e guide turistiche. L'ordinanza apre infine alla permanenza nelle residenze universitarie da parte degli assegnatari di alloggi, limitatamente a comprovate esigenze legate allo studio o all'impossibilità di fare rientro presso le loro abitazioni.

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