Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Addio Stanko Radikon, vignaiolo e poeta: rivoluzionò il modo di fare vino

Morto il vignaiolo Stanko Radikon

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Stanko Radikon, ma ho imparato a conoscere i suoi vini e, con il tempo, ad amarli.

Le sue creazioni sono uniche ed evidenziano una personalità artistica decisa. 

Me lo immagino burbero, forte, determinato, testardo ma sognatore, maestoso ma delicato; come descrivo i suoi vini, a volte estremi. Bottiglie per niente facili le sue, rappresentazioni complesse che non possono lasciare indifferenti; quadri dove il mare e il cielo non sono definiti e proprio per questo creano emozioni.

Tra le sue tante interpretazioni come non ricordare su tutte la Ribolla gialla; descriverla credo sia riduttivo parafrasare l'Infinito di Leopardi.

La morte è il contrario della vita, ma non per chi siede sull'olimpo dell'enologia.

I suoi vini e la sua personalità vivono e vivranno tra amore e critiche ancora e per sempre.

Condoglianze di cuore alla famiglia. 

Forza Sasa, hai una grande responsabilità ma ricordati che sei figlio di un mito.

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Il vino è emozione.
DOCET G.Lescovelli

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