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Adesso Trieste chiede il ritorno delle pedonalizzazioni nel weekend: "Aiuti a chi non ha spazi all'aperto"

L'iniziativa è stata già utilizzata in passato e aveva coinvolto vie come San Cilino e Cadorna. "Il Comune agevoli tutte le realtà commerciali e associative che rischiano di venir discriminate con i nuovi regolamenti delle riaperture"

Alla vigilia delle tanto attese riaperture della zona gialla, Adesso Trieste richiede all’Amministrazione Comunale la pedonalizzazione temporanea nei fine settimana di alcune vie dei rioni Trieste, come fatto l’anno scorso durante la seconda fase della pandemia. I nuovi regolamenti nazionali prevedono infatti l’agevolazione delle attività all’aperto, creando però disparità in tutte le realtà, commerciali e associative, che non dispongono di tali spazi. Per questo motivo, il movimento Adesso Trieste lancia un appello alle istituzioni perché pensino di introdurre ed ampliare - come fatto lo scorso anno - "le possibilità di pedonalizzazione temporanea di alcune vie, sia delle periferie che del centro di Trieste".

«Ci rendiamo conto che ci sia tanta voglia di ripartire, soprattutto da parte delle categorie che hanno sofferto pesantemente le limitazioni imposte dalle zone rossa e arancione - constata Riccardo Laterza, Portavoce di AT e futuro candidato sindaco - e anche della necessità di farlo in sicurezza. Per questo, chiediamo al Comune di agevolare, per quanto di sua competenza, tutte le realtà commerciali e associative che rischiano di venir discriminate con i nuovi regolamenti delle riaperture, non disponendo ad oggi di spazi per poter operare all’esterno dei propri locali e delle proprie sedi».

«L’anno scorso erano state pedonalizzate in via temporanea alcune vie, come via Cadorna in Cavana o via San Cilino a San Giovanni, consentendo alle attività di usufruire di uno spazio all’aperto e in generale alla cittadinanza di riappropriarsi di molti spazi pubblici. Nel Piano della Mobilità Post Covid, presentato da dodici associazioni triestine e sostenuto dai contributi di un migliaio di cittadini, era stato suggerito dalle associazioni locali di diffondere e incoraggiare questa pratica, suggerimento che, purtroppo, non era stato concretizzato - ricorda Giulia Massolino, Portavoce di AT - Ci ritroviamo oggi nella stessa situazione e nuovamente la via è quella di coinvolgere le attività commerciali, ad esempio bar e ristoranti, e associazionistiche, ad esempio compagnie sportive o teatrali, che operano a Trieste. Con questo semplice provvedimento sarebbe possibile animare tutti i rioni della città, agevolando la socializzazione e sostenendo nella propria attività imprenditoriale chi più ha sofferto la presente situazione». 

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