Adotta una pecora: alla Fattoria Asino Berto torna il progetto per ripopolare il Carso

La Fattoria e Azienda agricola Antonič di Ceroglie, nota a tanti triestini anche come Fattoria Didattica Asino Berto, rilancia la sua appassionata attività di ripopolamento nel territorio Carsico delle pecore istro-carsoline.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

 Domenica 8 marzo 2020 a Ceroglie (Duino Aurisina) La Fattoria e Azienda agricola Antonič di Ceroglie, nota a tanti triestini anche come Fattoria Didattica Asino Berto, rilancia la sua appassionata attività di ripopolamento nel territorio Carsico delle pecore istro-carsoline.

Nell’appuntamento di domenica 8 marzo bambini e adulti potranno ritornare in Fattoria dalle 10 alle 13 o dalle 14 alle 16 con lo stesso entusiasmo delle passate edizioni e scegliere il proprio agnellino tra quelli nati lo scorso gennaio ricevendo così il certificato di adozione. Sono previsti inoltre ancora tre appuntamenti: nel corso dell’anno si accompagnerà il proprio agnellino al pascolo, in settembre si assisterà alla tosatura e si riceverà la cesta di prodotti della filiera carsica mentre a gennaio 2021 sarà possibile conoscere gli agnellini appena nati.

Il progetto

Questo progetto è particolarmente sentito perché permette di portare benefici sul territorio non solo in ottica produttiva ma anche in ottica ecologica come: preservare una specie in via d'estinzione, salvaguardare la landa carsica grazie al circolo virtuoso che si instaura con il pascolo libero degli animali, avvicinare al proprio territorio naturale bambini e ragazzi del Friuli Venezia Giulia con attività didattiche dedicate e infine produrre un pecorino di altissima qualità con 100% latte di pecora istro-carsolina a chilometro zero, unico per le sue caratteristiche organolettiche e legato fortemente al territorio carsico. Ecco come ne parla Andrea Štoka, proprietario della Fattoria: “la presenza dell’allevamento nella landa carsica è fondamentale perché permette di preservare il paesaggio, prevenire gli incendi e mantenere la biodiversità, integrandosi con il turismo e le altre attività produttive. La specie istro-carsolina infatti produce poco latte ma di alta qualità. La maggiore consapevolezza che in questi anni viene riservata al settore food - in tutti i suoi aspetti - rafforza il nostro sogno di produrre un formaggio pregiato che ha già ricevuto diversi riconoscimenti come la Medaglia d'Oro al Concorso Nazionale Caesus Veneti dei formaggi di fattoria.”  Un appuntamento importante quindi non soltanto per i bambini ma anche per coloro che riscoprono il proprio territorio e vogliono contribuire all’autosostentamento delle sue realtà imprenditoriali. Un esempio virtuoso in cui l’ecosistema può portare beneficio su diversi fronti: culturale, relazionale, ecologico e produttivo. Nelle edizioni precedenti la cittadinanza si è sempre dimostrata attiva: nel 2017 sono stati adottati 30 agnellini, 35 nel 2018 e 32 nel 2019.

La pecora Carsolina

La pecora Carsolina - caratteristiche La pecora Istriana o Carsolina (Dalmatian-Karst) ha il manto bianco con delle macchie nere su muso, zampe e coda. La principale caratteristica sono le corna. Questa razza deriva probabilmente da una popolazione autoctona dell’area carsica del nord-est Italia, che nel XVII secolo è stata incrociata con ceppi ovini di provenienza balcanica giunti in zona carsica Istriana al seguito delle popolazioni Morlacche. Pur non essendo mai stata sottoposta a rigorosa selezione, rappresenta un gruppo etnico di notevole interesse. In Friuli Venezia Giulia sono presenti circa 500 soggetti in purezza nel territorio della Comunità montana del Carso. La fattoria Antonič oggi ne conta circa 100 capi. Un tempo le greggi venivano mantenute per nove mesi all’anno al pascolo nella zona del Carso, dove, fra novembre e maggio, utilizzavano i magri pascoli disponibili soprattutto della zona litoranea. Nel periodo estivo si ricorreva invece all’alpeggio arrivando fino ai piedi del monte Nevoso. Gli arieti misurano circa 80 centimetri al garrese per un peso approssimativo di 80 chili mentre le femmine misurano circa 65-70 centimetri al garrese per un peso di 50 chili. Info: Elena Miserocchi – 3395023818 - elena@meagency.it www.asinoberto.it

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