Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Affittava camere per disperati, 230mila euro in nero

Scoperto dalla Guardia di Finanza un "affittacamere" che locava posti letto o spazi ridotti di appartamenti di sua proprietà a disperati, extracomunitari e persone a bassissimo reddito. Migliaia di euro sottratti al fisco

Nell’ambito delle ordinaria attività di controllo economico del territorio, le Fiamme Gialle isontine hanno sottoposto a controllo un proprietario di una palazzina ubicata nel centro di Monfalcone, composta da 5 unità immobiliari e relative pertinenze, le cui singole stanze da anni erano state concesse “irregolarmente” in locazione, dando luogo ad una vera e propria attività di affittacamere, senza detenere alcuna documentazione obbligatoria ai fini fiscali, occultando al fisco redditi per oltre 230 mila Euro, realizzati nell’ultimi cinque anni di attività.

È stato in particolare scoperto che l’occupazione principale del soggetto consisteva appunto nello svolgere la predetta attività economica di affittacamere “in nero”, grazie all’ingente patrimonio immobiliare posseduto. I posti letto erano concessi sistematicamente in temporanea locazione senza la dotazione di alcun tipo di impianto contabile, né rilasciando alcuna documentazione di carattere fiscale, usufruendo così di un notevolissimo indebito risparmio di imposta.

Sebbene la platea dei “clienti” fosse la più disparata, nella maggior parte dei casi i locatari erano rappresentati principalmente da cittadini extracomunitari e da soggetti appartenenti alle fasce più basse di reddito, stipati in fatiscenti locali di modesta metratura, sommariamente arredati ed al limite delle normative di igiene. Il relativo canone mensile incassato “in nero” veniva calcolato non unitariamente rispetto a ciascun immobile od a singola stanza, bensì sulla base dell’effettivo numero di persone che vi richiedevano ospitalità. quindi, più extracomunitari vivevano su ciascun unità, più alta era la retta mensile.

L’importo pattuito variava dai 250 ai 350 Euro a persona, a seconda della metratura dell’immobile e del numero complessivo degli occupanti, di conseguenza per contenere i costi si aveva un affollamento smisurato dei locali e un frequentissimo turnover dei soggetti ospitati, perlopiù finalizzato ad ottenere celermente il tanto desiderato permesso di soggiorno sulla base della nuova residenza dichiarata. Così come emerso dalle approfondite indagini dei Finanzieri.

Tali condizioni hanno quindi favorito un potente sistema di “passaparola” tra le diverse etnie ospitate, allettate dalla più totale assenza di qualsivoglia forma contrattuale alla base della propria permanenza, nonché dalla possibilità di attrarre verso il territorio nazionale quanti più concittadini possibile, garantendo infine loro il più totale anonimato. L’azione della Guardia di Finanza isontina si inquadra nel contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale connessi al settore immobiliare, con il costante obiettivo di salvaguardare i cittadini onesti che operano nel pieno rispetto delle norme e della legalità.

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