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Agenzie farlocche, omofobia e stanze terrificanti: Trieste, ospiti di gente unica

Chi vive nel capoluogo regionale può imbattersi molto spesso in situazioni complicate e per tentare di districarsi nel mare delle difficoltà la fatica è tanta. "Alla vittima vengono proposte alcune indicazioni di appartamenti, ovviamente non veritiere, e poi spariscono nel nulla. I giovani tendono a non parlarne, per non ripensarci, ma è diventato comune essere truffati"

TRIESTE - Raggiri, accoglienza che lascia a desiderare e appartamenti in condizioni disastrose, più episodi più o meno sottaciuti di omofobia. Sono queste alcune delle problematiche che devono affrontare gli studenti fuori sede che si trasferiscono nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia per frequentare l'ateneo giuliano. A svelare i retroscena degli affitti per gli studenti è Anna Biagini, rappresentante del Dipartimento di Giurisprudenza all’interno del Consiglio degli studenti.

Truffe e raggiri

Stando a quanto dichiarato da Biagini, sono diverse le segnalazioni di truffe subite dagli studenti fuori sede. “Succede perché i giovani sono spesso ingenui e per questo diventano facilmente vittime di raggiri. Chi è costretto a cercare casa senza poter venire a Trieste si affida a siti non sempre sicuri”. Si tratta di agenzie farlocche che si presentano come specializzate nel ricercare affitti per studenti. “A seguito di un acconto di diverse centinaia di euro, propongono alla vittima alcune indicazioni di appartamenti, ovviamente non veritiere, e poi spariscono nel nulla – spiega ancora Biagini -.  I giovani tendono a non parlarne, per non ripensarci. È diventato così comune e normale essere raggirati economicamente o doversi adeguare a condizioni di case non proprio al massimo che ad un certo punto dici 'vabbè, finisco e me ne vado'”.

“La provi in Friul”

Da chi viene da fuori l'accoglienza viene definita molto “triestina”. “Tutti i fuori sede che ho conosciuto hanno avuto almeno un problema nella gestione dell’immobile, con i pagamenti e con il rapporto con il padrone di casa”. Sono tutte storie più o meno gravi. Si parte dai pregiudizi sull'orientamento sessuale: stando a quando raccontato da Biagini, l'impressione è quella che Trieste non sia una città per studenti omosessuali. I proprietari nutrono scarso interesse a venir incontro alle esigenze o problematiche che può avere uno studente: “Per i proprietari, gli studenti sono solo una fonte di guadagno. Sono restii ad intervenire in caso di qualche malfunzionamento e non c'è la tendenza a volter mantenere un buon rapporto piacevole, né di costruirlo, anche se molti studenti possono fermarsi qui anche per ben cinque anni”.

Condizioni “terrificanti”

C'è poi il tema delle condizioni degli appartamenti in affitto, definite “terrificanti”. “Tutte le case di fuorisede che ho frequentato avevano almeno un problema: dalle crepe pericolanti sul soffitto, a perdite di lavabi, fino ancora a problemi con frigoriferi e lavatrici”. “Gli annunci vengono fatti in maniera tale da mantenere sempre una sorta di zona d'ombra – spiega -. Ti fanno intendere che l'immobile sia dotato di tutti i servizi, ma poi, per esempio, scopri che manca il wi-fi o che non funziona o, ancora, che devi pagare un supplemento senza che sia stato specificato fin da subito. Quando arrivi in un appartamento devi tener conto che, nella maggior parte dei casi, ci sarà qualcosa che manca”.

La nuova mappa degli affitti per gli studenti

Il problema più diffuso resta però ancora la disponibilità degli alloggi. “Quello che mi viene chiesto più spesso è come poter trovare una casa”. Infatti, se da una parte non si segnala una grossa variazione di prezzo anche in base alla zona, che dipende ovviamente dai servizi come la presenza dell'ascensore o dal piano in cui si trova l'immobile, dall'altra è evidente una carenza di posti letto.  Che sia a causa del turismo o di altre destinazioni d'uso degli appartamenti, oggi la mappa degli affitti per gli studenti è completamente cambiata. Oltre alle zone definite “classiche”, come via Fabio Severo, la zona del Giardino De’ Tommasini e quella di viale XX Settembre, si è aperta tutta la zona di Barriera fino alla prima metà di viale d'Annunzio.

I dati

Quel che emerge è un quadro complessivo che lascia a desiderare. Una fotografia che però, facendo i conti con i numeri, pesa e non poco. Secondo i dati del 2020 e 2021, sono oltre 16 mila gli studenti fuori sede iscritti a corsi di Laurea triennale e magistrale all'Università di Trieste, ovvero più del 72 per cento. Il numero naturalmente comprende anche chi, banalmente, fa il pendolare. C'è da chiedersi: Trieste è ancora una città universitaria?

Truffe e raggiri: ai fuori sede che cercano casa a Trieste segnaliamo due canali Telegram creati dagli studenti, dove poter fare richieste e trovare annunci (https://t.me/cercocasastudentitrieste e https://t.me/TriesteAffittiStudenti).

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