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Aggiornamento Esplosione Avalon. Gravi le Condizioni di Sonia Pugnetti.

Ha superato la notte ma e' ancora in gravi condizioni, Sonia Pugnetti, la triestina di 37 anni rimasta gravemente ferita nell'esplosione avvenuta ieri sera al centro benessere ''Avalon'' di Borgo Grotta Gigante, sul Carso triestino. La donna...

Ha superato la notte ma e' ancora in gravi condizioni, Sonia Pugnetti, la triestina di 37 anni rimasta gravemente ferita nell'esplosione avvenuta ieri sera al centro benessere ''Avalon'' di Borgo Grotta Gigante, sul Carso triestino. La donna rimane ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cattinara in prognosi riservata dopo la delicata operazione chirurgica a cui è stata sottoposta.

La donna ha subito lesioni fisiche, traumatiche e ustioni dovute a sostanze chimiche. Sonia Pugnetti è rimasta ferita ad entrambe le gambe; una ha subito una sub amputazione ma purtroppo anche l'altra è gravemente compromessa, e la donna rischia di perdere un piede. Ora però l'attenzione dei medici è rivolta alle preoccupanti e gravi lesioni polmonari causate dalla nube chimica sprigionatasi nella deflagrazione.

Situazione in miglioramento, invece, per gli intossicati dal cloro ricoverati ieri all'ospedale di Cattinara. Uno degli intossicati e' tuttora ricoverato in Medicina d'urgenza, mentre gli altri 11 sono stati dimessi tra la notte e questa mattina.

All'esplosione fortunatamente non è seguito nessun incendio. Ma la deflagrazione ha provocato all'interno della struttura seri danni, che hanno interessato, sia pure in in minima parte, anche il vicino ristorante-pizzeria, che in quel momento era affollato per una festa.

A causa della fuoriuscita di cloro, sostanza che ha determinato l'esplosione nel centro benessere, l'intera zona è stata isolata e recintata dai vigili del fuoco, dai carabinieri di Aurisina e dalla polizia (FOTO ANSA)

iSul fronte delle indagini, sono tuttora in corso i rilievi da parte dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine per accertare le cause della violenta deflagrazione. Si presume che il cloro contenuto nei contenitori abbia prodotto per sovrappressione la deflagrazione. In pratica, spiega un vigile del fuoco, i contenitori sono saltati come una pentola a pressione a causa di un malfunzionamento dell'impianto che serviva a depurare l'acqua della piscina di Avalon.

Normalmente, gli impianti di depurazione di vecchio tipo, come pare sia quello di Avalon, sono dotati di contenitori che contengono tre sostanze da addizionare all'acqua: cloro, antialga e ph (acido, ndr). Sarebbe proprio il cloro, che in grandi quantita' provoca ustioni, il responsabile dello sprigionamento della nube tossica che ha intossicato e ustionato.

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