Aggressione a Barcola, il papà racconta la vicenda: «Commovente solidarietà dei triestini»

Parla Fabrizio Damato, papà di una delle vittime dell'aggressione avvenuta nel pomeriggio di martedì al Cedas di Barcola, in cui una ragazzina è stata molestata mentre altri due sono stati picchiati da due afgani. Arrestato uno degli afgani

«Trieste non è più un'isola felice come un tempo. Basta leggere quotidianamente la stampa per venire a conoscenza di episodi violenti che succedono in diverse parti della città». Sono queste le prima parole espresse da Fabrizio Damato, papà di una delle piccole vittime dell'incredibile episodio di violenza successo martedì al Cedas.

«Mia nipote era in acqua - spiega Fabrizio - ad un certo punto si è sentita toccare in due distinte zone da parte di due uomini. Immediatamente è uscita dall'acqua per chiedere aiuto mentre altri due bambini - di cui uno è mio figlio - hanno cercato di proteggere la ragazzina come hanno potuto. Gli afgani hanno iniziato a tirare calci ad entrambi i bambini. Sembra inoltre che, dopo la violenza sulla bambina, i due malviventi abbiano trascinato a forza in acqua una ragazza e successivamente abbiano iniziato a tirare sassi sulla spiaggia, in quel momento particolarmente affollata. 

«Una volta quindi raggiunta la mamma - continua -  che in quel momento si trovava in spiaggia a prendere il sole, tutti sono corsi verso l'inizio della pineta, dove di solito stazionano le Forze dell'Ordine (la Polizia Locale)».

«I due uomini afgani (uno sui 30 ed uno sui 40 anni) - sottolinea il papà - hanno iniziato a rincorrere la mamma con i bambini. Fortuna ha voluto che la Polizia Locale fosse in quel momento di servizio presso la fontana di Barcola, così la donna ha potuto spiegare l'accaduto alle Forze dell'ordine che hanno allarmato anche i Carabinieri della Stazione di Aurisina, i quali hanno provveduto ad arrestare i due cittadini. Appena sono arrivato non ci ho visto più dalla rabbia e avrei voluto intervenure personalmente contro questi due uomini. Fortunatamente le Forze dell'Ordine intervenute, che si sono dimostrate assolutamente eccezionali e comprensive, e a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti, mi hanno fatto ragionare e calmare, così a mente fredda non posso che ringraziare per i consigli datimi. Successivamente mi sono recato nuovamente sulla spiaggia per carpire qualche feedback ma purtroppo non sono riuscito ad ottenere numerose informazioni in quanto in quel momento c'erano quasi solamente stranieri che non mi hanno saputo raccontare quanto successo».

«Vorrei sottolineare - spiega Fabrizio .-  come già da anni frequentiamo quella zona di Barcola, peraltro sempre piena di cittadini stranieri, e come non sia mai successo nessun fatto di cronaca. Questa insomma è la prima volta che succede, peraltro gli autori sembrano due cittadini non assidui frequentatori di quella zona».

«Dopo tale vicenda - conclude - i bambini erano visibilmente impauriti e preoccupati ma ci siamo noi genitori a star loro vicino e rassicurarli. Sono rimasto impressionato dalle numerosissime attestazioni di solidarietà e vicinanza dei triestini, che hanno inoltre condiviso quanto avevo scritto a centinaia. Questo è importante e proprio da questo dovrebbe iniziare per la riscossa. Se ognuno di noi segnalasse alle Forze dell'Ordine tutti gli episodi incresciosi, sarebbe il miglior modo per far si che col tempo tali fatti non accadano più».

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