A Gorizia / Isontino

"Ancora violenza in carcere ai danni degli agenti, aggrediti in cinque"

Lo rende noto Alessandro Penna, segretario regionale Uilpa. Coinvolti cinque colleghi di cui un ispettore capo superiore, cui è stata diagnosticata una frattura al gomito e varie contusioni con prognosi superiore ai 15 giorni.

GORIZIA - Aggressione alla polizia penitenziaraia nel carcere di Gorizia, con cinque persone coinvolte e un ferito: lo rende noto Alessandro Penna, segretario regionale Uilpa polizia penitenziaria del Fvg. E' successo nella giornata di ieri, 25 giugno. Secondo il racconto del sindacalista sarebbero rimasti coinvolti cinque agenti di cui un ispettore capo superiore, cui è stata diagnosticata una frattura al gomito e varie contusioni con prognosi superiore ai 15 giorni.

"Il tutto è iniziato nella mattinata - spiega Penna - , quando un detenuto di nazionalità serba affetto da patologie psichiatriche, con un gesto inconsulto e senza apparente motivo, ha violentemente aggredito l’agente di servizio nel reparto. L’agente, resosi conto della gravità della situazione, ha prontamente azionato l’allarme facendo accorrere nella sezione detentiva l’Ispettore capo superiore con il supporto di altro personale. Il detenuto li ha colpiti con un piede della scrivania che nel frattempo aveva smontato, e solo grazie alla prontezza dei riflessi degli agenti e all’arrivo di altri colleghi non si sono avute conseguenze più gravi".

Secondo l'esponente del sindacato "il detenuto in questione, la cui gestione è particolarmente complicata, spesso viene spostato da istituto a istituto. Il problema dei detenuti affetti da patologie psichiatriche è infatti, senza possibilità di smentita, uno dei principali fra quelli che attanagliano il sistema di esecuzione penale del Paese. Con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) si sono rivelate assolutamente insufficienti e inadeguate, sotto il profilo concettuale, strutturale e quantitativo, specie in relazione alle cosiddette infermità sopravvenute che non trovano di fatto una compiuta tutela sanitaria".

La polizia penitenziaria, sostiene Penna, "non è preparata e formata, né dovrebbe essere direttamente deputata al trattamento di detenuti affetti da infermità mentali, anche gravi, i quali, troppo spesso abbandonati a sé stessi, finiscono molto spesso con lo scaricare il loro difficile stato emotivo aggredendo gli operatori. Derivano quindi gravi ripercussioni sia per gli operatori, sia per la sicurezza delle carceri, sia per gli stessi ‘aggressori’, che vengono spesso sballottati da un penitenziario all’altro nella quasi sempre vana ricerca di migliori possibilità di gestione”.

Il segretario si rivolge inoltre al prefetto di Gorizia lamentando carenza di personale, che corrisponderebbe a "un quarto rispetto alla pianta organica. I posti di servizio scoperti ed accorpati sottopongono il personale della Penitenziaria a turni massacranti, a un numero di ore di straordinario eccessivo e in molti casi senza possibilità di usufruire del riposo settimanale. Di fatto l’Istituto è allo sbando a causa delle carenze che aumentano costantemente e che le stesse non vengono sostituite". 

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