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foto di repertorio

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Due triestini aggrediti e picchiati dal badante della madre

L'assalitore, un lavoratore cubano, pretendeva che gli fossero pagati "straordinari" che invece non gli erano dovuti. Al momento di liberare l'appartamento della madre di Giuliano e Damiano Festa però ha dato in escandescenza e li ha aggrediti con pugni e un tavolo preso dal box dell'appartamento

Minacciata dal badante cubano di cui si fidava. È quanto successo alla mamma di Giuliano e Damiano Festa, due giovani triestini picchiati dallo stesso alcuni giorni fa in zona Campi Elisi.

«Nostra mamma ha grossi problemi di salute e deve essere seguita con continuità, così abbiamo assunto un badante con regolare contratto lo scorso anno - ci riferisce Giuliano - in quanto si è sembrata una persona a modo, professionale e competente. In effetti nel primo periodo non abbiamo riscontrato criticità. Poi, con il passare del tempo, le condizioni di nostra madre sono andare peggiorando, così come il modo in cui il badante la trattava, con un atteggiamento sempre meno gioviale ed un clima in casa sempre più teso».

«Nostra mamma - continua a spiegare uno dei fratelli -, quindi, circa un mese fa ci ha chiesto di volere cambiare aiutante in quanto ormai con questo si trovava malissimo. Abbiamo quindi comunicato allo stesso la nostra decisione, dandogli oltre un mese di anticipo per trovarsi una nuova occupazione mentre noi nel frattempo ci siamo messi alla ricerca di un nuovo operatore. I giorni seguenti sono stati piuttosto difficili, in effetti in un’occasione il badante ha minacciato me e mio fratello di non avvicinarci all’abitazione di nostra madre. L'operatore, inoltre ci ha rincarato la dose chiedendoci di pagargli ore in più che secondo lui avrebbe svolto, ma che in realtà non trovavano riscontro nella realtà».

«Alcuni giorni fa – continua Giuliano Festa - nostra mamma ha avuto un ulteriore peggioramento ed è stata portata in una struttura specialistica a Spilimbergo. Abbiamo quindi comunicato il giorno prima al bandate la fine del contratto, secondo leggi vigenti, chiedendogli di liberare casa entro breve. Nel frattempo inoltre ci è giunta una raccomandata dal consulente del lavoro che ci riferiva che i nostri pagamenti erano in regola e che l'operatore avrebbe dovuto liberare subito l’appartamento». 

Così effettivamente sembrava in un primo momento, con lo lavoratore che stava traslocando, portando alcuni suoi beni anche nel box dell’appartamento. «Alla nostra richiesta di liberare completamente il box in quanto affittato ci ha nuovamente risposto in modo affermativo - spiegano -. A un certo punto il cubano però ha chiesto a mio fratello di scendere con lui nella corte. Io non mi sono fidato e sono sceso con loro: ci ha minacciati di pagargli quando dovuto e al nostro rifiuto ha iniziato con i pugni; poi ha rotto un pezzo di una scrivania presente nel box e me lo ha tirato in testa. Non appena abbiamo avuto la possibilità abbiamo chiamato Polizia e 118».

«Conclusione - spiega Giuliano Festa -: 24 giorni di prognosi a testa per me e mio fratello, mentre al nostro assalitore una doppia denuncia».

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