Giovedì, 18 Luglio 2024
Ennesima aggressione

Ennesima aggressione al Maggiore, detenuto colpisce un agente di polizia

Il fatto si è verificato nella mattinata di ieri. Cinque giorni di prognosi per l'agente aggredito. Il 7 novembre si era verificato un altro episodio di violenza

TRIESTE - Ennesima aggressione ai danni del personale di Polizia penitenziaria all'ospedale Maggiore. Il fatto si è verificato nella mattinata di ieri, 11 novembre, quando un agente ha riportato cotusioni allo zigomo e all'occhio sinistro, dopo essere stato aggredito per futili motivi da un detenuto triestino che si trovava in un reparto di cura, riscontrando una prognosi di cinque giorni. "Il detenuto viene piantonato da mesi nel reparto dell'ospedale Maggiore ma nonostante il regime di cura, si rende responsabile di atti di aggressione, violenze e minacce nei confronti non solo del personale di Polizia Penitenziaria ma anche degli operatori sanitari", ha dichiarato Alessandro Penna, segretario regionale UILPA Polizia Penitenziaria. "Il soggetto in questione deve essere collocato in strutture adeguate, e il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'ospedale cittadino non è appropriato per ospitarlo - aggiunge -. Ciò è dovuto anche alla carenza di personale, sia nella Polizia Penitenziaria che nel settore sanitario, che ci impedisce di assumerci responsabilità che potrebbero tradursi in obbligazioni sia civili che penali nel gestire e monitorare il soggetto". L'episodio non è isolato: anche il 7 novembre si era verificata un'altra aggressione all'ospedale Maggiore. Anche in quel caso, il poliziotto coinvolto ha riportato lesioni con una prognosi di 5 giorni. Per la frequenza delle aggressioni ai danni del personale della Polizia Penitenziaria e di quello sanirario, il sindacato sollecita gli organi competenti a "rivalutare la situazione del soggetto in questione attraverso il suo trasferimento in un luogo più appropriato e sicuro". "Ciò - spiega il sindacato - è essenziale sia per la sua incolumità che per la protezione del personale di Polizia Penitenziaria e dei sanitari che operano all'interno della struttura". 

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