Cronaca

“Mi prendevano in giro per i vestiti, poi i calci in testa” la testimonianza

L'attivista Lgbt Antonio Parisi racconta l'aggressione subita ieri sera a Repen (Monrupino) dopo una giornata in osmizza. Aggrediti insieme a lui altri due amici

“Hanno iniziato a fare commenti su come ero vestito. Sono abituato a questo tipo di provocazioni, sul momento ho lasciato perdere. Poi qualche ora dopo, in piazza, mi hanno preso a calci. In tutto il corpo, ma miravano soprattutto alla testa”. Queste le parole dell'attivista Lgbt Antonio Parisi, che ieri sera è stato aggredito insieme ad altri due amici nella piazza di Repen (Monrupino). Una giornata in osmizza che si è trasforma in un incubo e in quello che viene descritto come un vero e proprio pestaggio, con l'ombra di un possibile movente omofobico. I Carabinieri stanno cercando tre ragazzi giovani, in base a quanto descritto dalle testimonianze finora pervenute. 

Degli altri due feriti, uno ha ricevuto 15 giorni di prognosi e sono stati tutti dimessi, ma forse per Antonio non è ancora finita: “Non mi sento bene, ho ancora dolori in tutto il corpo e vertigini, ho ricevuto troppi calci in testa e adesso andrò di nuovo in ospedale per un controllo – spiega al telefono –. Ricordo che eravamo in osmizza e dei ragazzi ubriachi e molesti che non conoscevo hanno iniziato a provocarmi. Ho lasciato correre fino a quando il locale non ha chiuso e siamo andati a fare un giro per il paese. In piazza si sono avvicinati a me e ai miei amici e nel giro di pochi minuti ci hanno picchiato furiosamente, senza darci il tempo di realizzare e reagire. È stata un'aggressione di una brutalità incredibile. Sono ancora sotto choc, mi fa male parlarne, ma è giusto che la gente sappia”. 

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