Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Aggressioni ai sanitari: rafforzato il presidio di Polizia a Cattinara

La soddisfazione dei sindacati Sap e Fials dopo la decisione del questore di garantire la vigilanza sia al mattino che al pomeriggio

Da ieri viene garantita all'ospedale di Cattinara la presenza fissa del presidio di polizia sia al mattino che al pomeriggio. Ne dà notizia Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap: "L’intenzione da parte del Questore di Trieste di rafforzare con due unità per poter garantire la copertura sia delle ore mattutine che pomeridiane, del presidio di Polizia presso il nosocomio di Cattinara, non può che trovare il favore da parte del Sap. Siamo altrettanto consapevoli che è solo un piccolo passo e che le risorse date da una parte, sono le stesse sottratte da un’altra e che le categorie di lavoratori vittime di aggressioni sono anche altre. E proprio per questo che è urgente sanare le carenze accumulate in questi anni da parte delle Forze dell’Ordine". Carenze che, secondo Tamaro, "se non ci sarà un massiccio arruolamento, nel 2030 porterà ad un ammanco solo nella Polizia di Stato di circa 40mila unità. Risultato frutto di scelte scellerate e sbagliate degli anni passati".

Il Sap ricorda inoltre che un tempo c’era un presidio fisso di Polizia sia all’ospedale di Cattinara che al Maggiore, poi la vigilanza era stata ridotta a solo due operatori a Cattinara per due turni da coprire, nessuno durante le ore serali e notturne e nessuno mai al Maggiore.

Soddisfazione anche da parte di altre sigle sindacali per il recente provvedimanto: "Questo risponde alle richieste fatte più volte dalla Fials Cgil e Cisl - spiega Fabio Potoschnig della Fials -. Dopo l’attivazione della guardia notturna fissa presso il Pronto Soccorso di Cattinara, anche la presenza delle forze dell'ordine potranno essere da deterrente per chi pensa di sfogare la sua rabbia o le frustrazioni sugli operatori sanitari mentre stanno svolgendo la loro attività di assistenza e cura".

Secondo Potoschnig "Resta prioritario rivedere l'organizzazione del lavoro in tutte le strutture più vulnerabili, implementando la formazione specifica e adeguando gli organici, ciò consentirebbe di mettere in sicurezza anche il personale delle strutture afferenti al dipartimento di salute mentale, spesso saliti alla cronaca per aver subito delle aggressioni e consentirebbe di gestire meglio anche i casi di rabbia e disagio".

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