rotate-mobile
La testimonianza

"Le botte passano, il trauma rimane", il racconto shock del sanitario aggredito

Le denunce diffuse dai sindacati della sanità hanno portato alla luce gli ennesimi episodi di violenza ai danni di infermieri. "È stata una cosa velocissima, sono finito in un vortice di schiaffi e pugni di cui ricordo veramente poco"

TRIESTE – “Lavorando in psichiatria dovremmo essere preparati a questo, ma la verità è che le botte passano ma il trauma rimane”. L’aggressione subita lascia strascichi che appesantiscono non solo la testimonianza, ma anche e soprattutto l’animo di uno dei due operatori sanitari che nei primi giorni di gennaio, a Trieste, sono stati vittime di violenza. Il luogo è quello del Centro di salute mentale di via Gambini, teatro di due recenti gravi episodi di cronaca denunciati dai sindacati della sanità, attraverso una lunga nota stampa.

“È intollerabile – così Fials, Cgil e Cisl –, non è possibile che chi svolge il proprio lavoro rischi quotidianamente di subire aggressioni dai contorni sempre più preoccupanti”. La violenza spiazza la vittima, soprattutto quando è inaspettata. “È stata una cosa velocissima, sono finito in un vortice di schiaffi e pugni di cui ricordo veramente poco”. Al racconto emotivo vanno aggiunte le immagini della raffica di violenza. “Non ho niente di rotto, ma psicologicamente sento ancora gli effetti”. Chi è stato aggredito durante un turno di lavoro conosce molto bene la sensazione. “Riconosci chi ha subito violenze, resta traumatizzato. Io non so come mi sento, so solo che non mi sento bene. Spero solo di non dover trovarmi un sostegno psicologico a mie spese, tutto qua”. Le aggressioni agli operatori sanitari erano state oggetto, qualche mese fa, di una conferenza stampa congiunta tra il Sap e la Fials. Sono moltissime le testimonianze legate al clima di tensione che si respira e che impaurisce la prima linea.

Ci sono aggressioni verbali, offese ed ingiurie al telefono, come pure di persona. Sono “all’ordine del giorno”, in quel vortice dove precipitano le storie di un ambiente difficile. “C’è un limite a tutto – conclude –, certo cose devono emergere, bisogna dirle per poter trovare una soluzione, perché l’utenza è cambiata, perché tutto è cambiato”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Le botte passano, il trauma rimane", il racconto shock del sanitario aggredito

TriestePrima è in caricamento