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Aiuti di Stato, Fvg secondo in Italia: oltre 6000 le imprese triestine finanziate

E' quanto emerge dal primo Osservatorio sugli Aiuti di Stato realizzato da Cribis, società del gruppo Crif che ha incrociato i dati del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato. A livello nazionale Gorizia è seconda, Udine terza e Pordenone dietro al capoluogo regionale

Considerando il numero di imprese che nel 2020 hanno ricevuto aiuti di Stato in rapporto al totale delle aziende attive sul territorio, il Friuli Venezia Giulia è secondo nella classifica tra regioni italiane. E' questo quanto emerge dal primo Osservatorio sugli Aiuti di Stato realizzato da Cribis, società del gruppo Crif che ha incrociato i dati del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato e che, nella top ten delle province con la più alta percentuale di imprese raggiunte dal sostegno economico, vede un podio tutto regionale. 

Due province su quattro sul podio italiano

Se al primo posto troviamo Aosta, in seconda, terza e quarta posizione troviamo rispettivamente Gorizia (42,5 per cento le imprese che hanno ricevuto aiuti ndr), Udine (40,2 per cento ndr) e Trieste (con il 39,8 per cento ndr). Subito dietro anche Pordenone con il 38,8 per cento delle imprese. In totale, il numero delle aziende coinvolte nei quattro capoluoghi provinciali è pari a 37.345 dove in testa troviamo il capoluogo friulano con 18.029 imprese, 9.354 nel Pordenonese, 6.084 nell'area triestina e 3.878 nell'Isontino. 

Le modalità di analisi

Lo studio ha analizzato la tipologia, le dimensioni e i settori delle imprese che, nel periodo gennaio 2020 - gennaio 2021, hanno usufruito del sostegno pubblico per fronteggiare la crisi dovuta all’emergenza Covid-19. Su tutto il territorio nazionale sono state oltre un milione e 200mila le imprese (il 22,5 per cento del totale ndr) che hanno ricevuto, nel complesso, un totale di circa 103 miliardi di euro, di cui il 78 per cento è riferito ad aiuti "sotto forma di garanzie statali sui prestiti per garantire l'accesso alla liquidità delle imprese”.

Il panorama nazionale

Sul fronte nazionale, in valore assoluto Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni che con poco meno di 50 miliardi di euro hanno ricevuto più aiuti di Stato. Nelle ultime posizione il Lazio (dove solo il 15,3 per cento, vale a dire 87.429 imprese hanno ricevuto aiuti), il Molise (16,3%, 4.962) e la Campania (16,7%, 82.783). Per quanto riguarda le province che hanno fatto meno ricorso agli aiuti troviamo invece Caserta (12,7%, 10.631 aziende), Bolzano (12,8%, 7.101), Roma (14,5%, 64.823), Viterbo (14,6%, 4.965), Rieti (14,7%, 2.069), Benevento (14,8%, 4.556), Nuoro (15,6%, 3.616), Campobasso (15,6%, 3.533), Latina (15,9%, 8.397) e Oristano (15,9%, 2.238). 

Più giovani si è, più aiuti si chiedono (e si ricevono)

In base all’analisi dell’Osservatorio, il settore che ha fatto maggiormente ricorso agli aiuti di Stato è quello del commercio al dettaglio (che da solo ha assorbito il 16,3% del totale degli aiuti concessi), seguito dai servizi di ristorazione (12,1%), dal commercio all’ingrosso (9,3%) e dai lavori di costruzione specializzati (9,2%). A fare la parte del leone, per quanto riguarda la dimensione aziendale, sono le microimprese, che hanno assorbito il 91,9% del totale degli aiuti, a fronte del 7% delle piccole, l’1% delle medie e lo 0,1% delle grandi, mentre, relativamente al fatturato, sono le aziende con un giro d’affari inferiore al milione di euro (89,4%). Lo studio evidenzia infine che sono soprattutto le imprese più giovani ad avere ricevuto gli aiuti di Stato: per il 42,2% si tratta di aziende nate fra il 2011 e oggi, percentuale che scende al 26,8% per quelle nate fra il 2001 e il 2010 e al 16,5% per quelle nate fra il 1991 e il 2000.

Le tipologie di aiuti

Gestiti attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, gli Aiuti di Stato hanno varie tipologie: aiuti di importo limitato (sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme); garanzie statali sui prestiti per garantire l’accesso alla liquidità delle imprese; tassi di interesse agevolati per i prestiti pubblici e garanzie e prestiti veicolati tramite banche; assicurazione del credito all’esportazione a breve termine da parte dello Stato; aiuti per la ricerca e sviluppo e per gli investimenti per la produzione di prodotti connessi al Covid-19; differimento delle imposte e/o dei contributi previdenziali; sovvenzioni per il pagamento dei salari; sostegno per i costi fissi non coperti dalle imprese e per la ricapitalizzazione a favore delle imprese.

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