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Al via il Progetto Fish-Agro Tech Cbc da 1 milione di Euro

Paoletti (Aries): «Il futuro dell’agricoltura e della pesca dipenderà in larga misura dal livello di innovazione che questi settori sapranno raggiungere nei prossimi anni»

Risolvere vari problemi legati alle presenza di nuove specie ittiche nel nostro territorio, adottare pratiche innovative nella filiera dell’agricoltura: sono questi due degli obiettivi che si pone il progetto Fish Agro Tech CBC, presentato da Aries a valere sull'Asse 1 del Programma Interreg Italia Slovenia 2014-2020, la cui priorità è la promozione delle capacità di innovazione per un’area più competitiva. Al progetto, finanziato con un budget è di 1.016.000 euro, partecipano oltre ad Aries (braccio operativo della Camera di Commercio Venezia Giulia nel progetto), l’Area Science Park, il GAL Carso, il Parco Tecnologico di Lubiana, la Camera per l’Economia della Primorska (Capodistria), l'Istituto Nazionale di Biologia sloveno.

Quale partner associato collaborerà al progetto anche il Gruppo di Azione Locale Las Istre. Approccio innovativo è il coinvolgimento di tre tipologie di i partner: istituzioni attive nella produzione e nel trasferimento dell’innovazione quali i parchi tecnologici, soggetti economici quali gli enti camerali, e i Gruppi di Azione Locale quali rappresentati delle comunità del territorio. L’ampio coinvolgimento renderà possibile una puntuale azione transfrontaliera di territori quali, in primo luogo, il Golfo di Trieste e l’Area Carsica, che sottendono contesti caratterizzati da una marcata continuità territoriale e da un’omogeneità dei settori economici ai quali il progetto si indirizza: pesca acquacoltura e agricoltura. Le attività del progetto, che dureranno fino al 31 dicembre 2019, saranno principalmente rivolte alle imprese dei settori di intervento a livello transfrontaliero.

Un’ampia opera di diffusione e disseminazione delle opportunità offerte dall’innovazione vedrà coinvolte, oltre alle imprese, le realtà e le comunità locali, i soggetti associativi, le istituzioni italiane e slovene attive nell’innovazione e nel trasferimento tecnologico e di quelle competenti per i settori di intervento. Le imprese saranno affiancate dai partner e da esperti in un percorso di conoscenza, individuazione e applicazione delle soluzioni innovative offerte dalla ricerca scientifica e tecnologica. Il progetto creerà perciò le opportunità per favorire l’analisi della fattibilità e l’applicazione di soluzioni innovative che possano efficacemente applicarsi ai processi ed ai prodotti delle imprese rendendole più competitive.

Ciò potrà avvenire, ad esempio, introducendo tecnologie idonee a migliorare le caratteristiche dei prodotti della pesca, acquacoltura e agricoltura in modo da poterne agevolare la commercializzazione, o riducendo l’impatto ambientale delle attività legate alla loro produzione. Sulla base degli elementi di innovazione che emergeranno nel corso delle attività e della loro condivisione fra gli attori coinvolti, si porranno le basi per la creazione di reti, filiere e aggregazioni transfrontaliere fra le imprese, le realtà innovative e i soggetti operanti nella ricerca e nell’innovazione, avviando concrete forme di collaborazione sostenibili e durature.  

«Il progetto si pone l'obiettivo di favorire i processi di innovazione nella  filiera agricola, della pesca e dell’acquacoltura a livello transfrontaliero, principalmente in territori complessi come il Carso e il Golfo di Trieste, attraverso processi partecipativi dal basso che significa coinvolgere direttamente le comunità di pesca e rurali. Questo è possibile – ha commentato Patrizia Andolfatto, direttore di Aries - grazie alle esperienze dei Gruppo di Azione locale rurali e costieri che sono coinvolti nel progetto a attraverso processi di open innovation, caratterizzanti i parchi tecnologici, ovvero l’innovazione aperta – open innovation – la consapevolezza che per innovare le imprese devono trovare soluzioni anche all’esterno (università, start up, enti di ricerca)».

Il direttore della Camera dell’Economia ella Primorska (Koper), Robert Rakar, ha rilevato quanto «come voce dell'economia della Primorska la Camera si sia sforzata di migliorare le situazioni economiche a livello regionale e nazionale. E' un piacere collaborare al progetto Fish Agro Tech nell'ambito dell'Interreg Italia-Slovenia. La nostra regione è l'unica situata sulla costa slovena e riteniamo che le attività e le innovazioni tecnologiche costituiranno un nuovo valore aggiunto per i settori pesca e agricoltura. Pertanto nel quadro delle nostre competenze stimoleremo i soggetti economici con il supporto al trasferimento nella prassi di nuove conoscenze, coinvolgendo i generatori di conoscenza in modo da rendere tale processo a 360° ed efficace».   

«Il Gal Carso Las Kras – ha invece riferito il presidente David Pizziga - è uno degli attori chiave di questo progetto tramite il quale i portatori di interesse avranno la possibilità di dialogare e interagire per ricevere la futura immagine dello sviluppo del territorio. In quest’ottica verranno raccolte le necessità degli investitori, le necessità della ricerca, come anche le necessità del settore primario. L’idea principale è quella di dare una risposta concreta a specifiche problematiche del settore primario utilizzando la tecnologia e l’innovazione tramite un approccio bottom-up, dove la ricerca e l’innovazione valutano le problematiche espresse dagli operatori».

«La nostra partecipazione è anche sinonimo di voglia di lavorare in un’ottica di collaborazione e partecipazione estesa, non solo di tipo concettuale ma anche a livello territoriale. Riteniamo – ha concluso - utile una futura collaborazione su queste tematiche anche con la vicina Croazia, per unificare una vasta area come quella istro –carsica che si estende nei tre Stati. Solo in questo modo, lavorando insieme, utilizzando le conoscenze scientifiche e tecnologiche, per rispondere ai bisogni del settore primario di un territorio più ampio con caratteristiche geomorfologiche simili, avremmo successo».

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