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Sabato, 21 Maggio 2022
La testimonianza

Il racconto dell'amica: "Alina era una persona forte, sono sconvolta"

A parlare è una persona che le era vicina. "Aveva sconfitto anche due brutte malattie. Aveva tre figli. Quando ho letto la notizia mi sono detta non può essere lei". Massimo riserbo da parte delle autorità. La pista dell'overdose

"Sono rimasta sconvolta perché Alina era forte, aveva sconfitto anche due brutte malattie. Aveva anche tre figli, non può essere lei, mi sono detta quando ho letto la notizia". A parlare è un'amica di Alina Trush, la 43enne di origini ucraine trovata morta nel suo appartamento di viale D'Annunzio 28, a Trieste. "Eravamo amiche da tanti anni, era una buona e bella persona, sempre con il sorriso e che faceva sorridere anche me quando ero arrabbiata. Era più di un mese che non ci vedevamo. Non so molto altro, ma una cosa so: non faceva mai venire nessuno a casa sua". 

Il racconto

Su cosa possa essere successo, l'amica dice di non avere idea. Nessuno andava a casa sua, racconta l'amica, "a parte quando stava anni con un uomo con cui ha avuto figli". Da una prima ricostruzione e nonostante dalla Procura sia arrivato l'indicazione sul massimo riserbo, sembra che la morte sia stata causata dallo stupefacente trovato dall'esame tossicologico. Dalla questura la Squadra Mobile non parla. Non si sa se verrà sentito qualcuno, nel pomeriggio o nei prossimi giorni. L'informativa, questa mattina, doveva ancora essere trasmessa, quindi, sull'eventuale esame autoptico nessuna indicazione. La notizia è in aggiornamento. 

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